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Atti della Camera

Proposta di Legge – XVI Legislatura

 

 

L’on. Gero Grassi ha presentato alla Camera dei Deputati
la Proposta di Legge: 
 
Disposizioni in materia di destinazione di beni in favore di persone con gravi disabilita` e di discendenti privi di mezzi di sostentamento”
 
 
 
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Atti della Camera

Per il sostegno operativo e finanziario all’attività didattica e di ricerca delle Università statali

No alla privatizzazione del sistema universitario,si al sostegno operativo e finanziario all’attività didattica e di ricerca delle Università statali
 
Iniziativa parlamentare dell’on. Gero Grassi
 
 
La Conferenza dei Rettori delle Università italiane, ha approvato all’unanimità nell’Assemblea Generale del 23 ottobre 2008, una mozione (Abbassare i toni e puntare alla sostanza) con la quale sollecita un rapido e concreto intervento che crei le condizioni per superare l’attuale gravissima crisi economica e scientifica del sistema universitario
A tal proposito l’on. Gero Grassi , prendendo lo spunto dal coraggioso rifiuto della politica di privatizzazione delle università statali, sostenuta dalla senatrice Maria Pia Garavaglia (Ministro dell’Istruzione, Ricerca ed Università del Governo Ombra), nell’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno del 29 ottobre u.s., ha dichiarato che presenterà mercoledì 29 ottobre una proposta di legge che assicuri un adeguato sostegno operativo e finanziario all’attività didattica e di ricerca delle Università statali
In particolare ritiene necessario superare l’impostazione governativa che con l’art. 16 della legge finanziaria 2009 ha consentito alle Università statali di deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato .Le diseconomie che contraddistinguono le nostre istituzioni accademiche non possono certamente essere superate con una privatizzazione, formalmente facoltativa, ma col ricorso a forme di governance che garantiscano efficienza e funzionalità.
Il riferimento è alle fondazioni universitarie istituite con Decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 2001,  n. 254.
Il legislatore, con detto provvedimento, ha voluto creare una struttura capace di assicurare uno strumento di sostegno delle attività didattica e ricerca delle Università pubbliche.
L’esperienza delle 12 fondazioni istituite in base a detta normativa raggruppate nel Coordinamento Nazionale Fondazioni Universitarie (C.N.F.U.) è positiva e pertanto va potenziata e consolidata .
 
Bari, 27 ottobre 2008
 
 
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Atti della Camera

Interrogazione dell’on. Teresa Bellanova e dell’on. Gero Grassi

Al Ministro dell’Interno
 
 
Per sapere, premesso che:
 
 
– nel corso degli ultimi mesi si sono verificati nella Regione Puglia una serie di eventi delittuosi di rilevante gravità che destabilizzato la popolazione pugliese;
 
– la notte tra il 14-15 giugno 2008 ad Ugento, provincia di Lecce, veniva ucciso a colpi di coltello il consigliere comunale e provinciale dell’Italia dei Valori Peppino Basile;
 
– il 6 settembre 2008 a Gallipoli, provincia di Lecce, veniva ferito a colpi di pistola Salvatore Padovano, morto poco dopo all’ospedale di Lecce. Padovano aveva scontato 20 anni di reclusione per associazione di stampo mafioso ed associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti;
 
– il 17 settembre 2008 ad Ugento, provincia di Lecce, dopo alcune lettere minatorie, una telefonata anonima ha raggiunto l’ufficio di Questura locale minacciando di morte il parroco don Stefano Rocca in quanto accusato di parlare troppo;
 
– il 23 settembre 2008 a Foggia nei pressi di Parco San Felice nel corso di un agguato presumibilmente contro un pregiudicato locale, uscito indenne, vengono sparati vari colpi di pistola che raggiungono e feriscono una ragazzina di 14 anni;
 
– il 27 settembre 2008 a Lucera, provincia di Foggia, sono stati esplosi presso l’abitazione del sindaco Vincenzo Morlacco cinque colpi di pistola;
 
– il 27 settembre 2008 a Foggia veniva ucciso in una violenta sparatoria verificatasi tra la folla in una via affollata della città Antonio Bernardo, ritenuto esponente di spicco della criminalità organizzata;
 
– alcune settimane or sono il sindaco di S. Pietro Vernotico (BR) è stato fatto oggetto di pesanti minacce di morte con procedure di chiaro stampo mafioso. Trattasi di un comune ove la criminalità organizzata ha posto nel passato non lontano, inquietanti radici e dove ancora oggi inspiegabilmente tale Antonio Screti personaggio di spicco, già condannato per associazione mafiosa, continua a risiedere all’interno di beni immobili confiscati con il rischio concreto di incidere negativamente sulla corretta e normale gestione dei terreni agricoli su cui lavorano come assegnatari i giovani della cooperativa “Libera terra”. Di recente sono state incendiate numerose autovetture ed anche una parte degli stessi terreni affidati a “Libera”;
 
– il 17.10.2008 al centro del popoloso quartiere S. Paolo di Bari dove la criminalità continua ad imperversare, in pieno giorno, ben cinque colpi di pistola sono stati esplosi sulle vetrine di un esercizio commerciale di tale Raffaele Caputo, riconosciuto tra i principali capi del pericoloso e tristemente noto clan Trisciuglio;
 
– gli episodi su richiamati, per la loro gravità e per l’ampiezza del territorio interessato, stanno destando forte preoccupazione tra la popolazione pugliese, per cui v’è da chiedersi se, dopo tanti sforzi ed indubbi successi, ottenuti in un non lontano passato dalle forze dell’ordine e dalla magistratura, la criminalità organizzata si stia riappropriando del controllo del territorio, all’interno delle principali province della Regione Puglia;
 
– nel rapporto Ecomafia 2008 la Puglia si attesta ai primi posti nella classifica dell’illegalità ambientale, passando dal quarto a terzo posto per numero di infrazioni, di cui se ne contano ben 2.596;
 
– tali dati sono destinati non solo a generare timori e sfiducia tra i cittadini verso le istituzioni ma soprattutto a provocare danni rilevanti all’economia ed al mondo delle imprese che sono le prime a subire le conseguenze di una presenza significativa della criminalità organizzata sul territorio.
 
E’ per tali motivi che chiediamo di conoscere se e quali iniziative il Ministro intenda porre in essere per arginare la scia di episodi criminosi consumati nella Regione Puglia e se a tale fine non ritenga utile un potenziamento organico degli Agenti di Sicurezza atto a tranquillizzare gli animi dei cittadini pugliesi, oltre a garantire, d’intesa con il Ministro della Giustizia il corretto e pieno funzionamento degli uffici delle procure della repubblica, assicurando loro i mezzi ed il personale necessari a rendere possibile una nuova, efficace e tempestiva risposta repressiva giudiziaria ad ogni forma di criminalità.
  
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Atti della Camera

PD – Giudizio d’insieme sulla manovra economica approvata

La manovra approvata: un giudizio d’insieme
 
A cura del Comitato economia e finanza del PD
Nota n. 8
 
 
 
Chi ha messo in sicurezza la finanza pubblica italiana è stato il Governo Prodi. Sono le previsioni tendenziali del DPEF di giugno scorso (scritto quindi dal Ministro Tremonti) ad evidenziarlo: senza nessun intervento correttivo l’indebitamento delle pubbliche amministrazioni sarebbe sceso al di sotto del 2% del Pil nei prossimi anni. Sono anche i dati sul fabbisogno dei primi 8 mesi del 2008 a confermarlo. Il sottosegretario Vegas, in una recente audizione in Parlamento, ha confermato quanto il Pd ha sostenuto fin da giugno scorso, ossia la sovrastima delle previsioni di fabbisogno per il 2008. Vi sono almeno 2,5 miliardi di euro da poter utilizzare.
La strutturalità del risanamento compiuto e da proseguire consente oggi, di fronte ad una difficilissima fase internazionale e in una situazione di stagflazione per l’Italia (stagnazione + impennata dell’inflazione), di fare un intervento di riduzione delle tasse per i redditi da lavoro e da pensione. È un intervento necessario per sostenere il potere d’acquisto di decine di milioni di famiglie italiane, ossia larga parte delle classi medie, non solo “i poveri”. È un intervento necessario per evitare un ulteriore ripiegamento della nostra economia. Infatti, anche l’anemico andamento del Pil previsto nella Nota di Aggiornamento del DPEF appena presentata dal Governo, si regge sulla domanda interna. Una domanda interna in forte contrazione (vedi i dati sull’andamento dei consumi e delle spese per investimento delle imprese).
Considerati “i fondamentali” della nostra finanza pubblica e vista la situazione recessiva dell’economia italiana (di fronte ad una crescita media dei paesi euro dell’1,3%, noi siamo fermi), il DDL Finanziaria presentato dal Governo il 23 settembre è assolutamente inadeguato, omissivo, dannoso per il futuro del Paese. Sembra più l’elaborato tecnico della Ragioneria Generale dello Stato che un intervento politico all’altezza dei problemi dell’Italia.
Vediamo perché:
  • la manovra complessiva continua ad avere un segno prociclico, ossia accentua le difficoltà dell’economia, delle famiglie e delle imprese italiane. In termini strutturali, inseguendo un ortodossia iperliberista (la critica al mercatismo è solo a chiacchiere), punta ad un attivo di bilancio per il 2011. Per affrontare la difficilissima congiuntura economica e sociale, proponiamo la riduzione delle imposte sui redditi da lavoro e da pensione attraverso un aumento medio delle detrazioni fiscali di circa 300 euro all’anno da restituire anche ai contribuenti “incapienti”. L’operazione è sostanzialmente compatibile con il percorso previsto per l’azzeramento dell’indebitamento netto, in quanto stimolerà crescita e gettito;
  •  l’obiettivo di inflazione programmata confermato dal Governo (1,5% dal 2009 in avanti), nonostante i dati sui prezzi disponibili da giugno scorso, implica una massiccia redistribuzione di redditi a danno dei lavoratori e dei pensionati. È una scelta irresponsabile, una scelta che complica enormemente le trattative tra Confindustria e sindacati per i rinnovi contrattuali. Noi proponiamo un obiettivo di inflazione programmata più realistico (intorno al 2%), in grado di evitare una ulteriore brutale caduta del potere d’acquisto senza riavviare implicitamente la scala mobile;
  • il DDL Finanziaria accentua i tagli alla spesa per investimenti (arrivano a 5,5 miliardi di euro nel 2009 per poi crescere fino a 15 miliardi di euro nel 2011). Non si tagliano gli sprechi, si tagliano potenzialità di sviluppo. I tagli agli investimenti pubblici si aggiungono al sostanziale annullamento degli incentivi fiscali agli investimenti delle imprese private nel Mezzogiorno realizzato con i decreti fiscali di Giugno;
  • il DDL Finanziaria non prevede risorse per la social card e per gli incentivi fiscali per gli straordinari. Il Pd ha criticato duramente entrambe le misure. La prima perché è un’elemosina assolutamente inadeguata alle difficoltà di milioni di famiglie. La seconda perché sbagliata, in quanto non sostiene la produttività e non sostiene nemmeno i redditi in una fase recessiva, dove sono già in caduta libera le ore di straordinario. Ora, il Governo contraddice se stesso e conferma che entrambe le misure erano solo bandierine demagogiche;
  •  le previsioni per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici sono inadeguate nelle quantità (2,8 miliardi di euro all’anno non sono sufficienti nemmeno a coprire l’inflazione programmata) ed umilianti per le forze sindacali, le quali si trovano di fronte ad inaccettabili atti unilaterali delle amministrazioni;
  •  nel 2009, i Comuni perdono 1,5 miliardi di euro in trasferimenti dallo Stato. In particolare, trova conferma quanto il Pd ha sostenuto a giugno scorso: l’eliminazione dell’Ici è scoperta per mezzo miliardo di euro all’anno. Ossia pagano le casse dei Comuni, in altri termini pagano i cittadini più deboli l’eliminazione dell’Ici alle famiglie più benestanti;
  •  l’andamento del gettito delle imposte indirette nel biennio 2008-2009 appare scontare un significativo aumento dell’evasione fiscale. In termini nominali, a fronte della previsione di un aumento del 7% dei consumi finali nazionali, il gettito da imposte indirette viene previsto sostanzialmente costante. In sostanza, spariscono 15 miliardi di euro in 2 anni, solo in minima parte giustificabili con l’andamento delle accise.
     
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Mozione presentata dall’on. Livia Turco e dall’on. Gero Grassi

E’ stata presentata dall’on. Livia Turco e dall’on. Gero Grassi una mozione

finalizzata ad arginare la povertà e la disuguaglianza sociale in Italia.

 

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Mozione presentata dall’on. Paola Binetti e dall’on. Gero Grassi.

 

La Camera, premesso che:

l’attuale discussione sul tema della morte cerebrale e della collegata attività dei trapianti di organo ha richiamato l’attenzione sulla validità dei criteri di Harvard del 1969. Storicamente la definizione della morte cerebrale è stata proposta dalla Harvard Medical School, nell’estate del 1968, pochi mesi dopo il primo trapianto di cuore (dicembre 1967). L’Università di Harvard si assunse la responsabilità di una «ridefinizione» del concetto di morte per aprire la strada ai trapianti di cuore, che per ottenere un effettivo successo dell’intervento prevedono che il cuore dell’espiantato batta ancora. In Italia, la «svolta» fu segnata dalla legge 29 dicembre 1993, n. 578, che all’articolo 1 recita: «La morte si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo». Fra le condizioni cliniche da considerare per formulare la diagnosi della morte cerebrale è specificato che l’esame elettroencefalografico deve essere «piatto»;…

 

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Riconoscimento della Medaglia d’oro ai caduti di Nassirya

 

La storia italiana e mondiale non può prescindere dagli eventi che in quel tragico 12 Novembre 2003 hanno visto protagonisti alcuni cittadini italiani.

L’ampia discussione, sempre attuale, circa l’opportunità delle missioni di pace in Iraq ed in Afghanistan non ha alleviato la sofferenza per la grande perdita dei militari caduti a Nassiriya.

I familiari dei caduti: Tenente Massimiliano Ficuciello, Luogotenente Enzo Fregosi, Aiutante Giovanni Cavallaro, Aiutante Alfonso Trincone, Maresciallo Capo Alfio Ragazzi, Maresciallo Capo Massimiliano Bruno, Maresciallo Daniele Ghione, Maresciallo Filippo Merlino, Maresciallo Silvio Olla, Vice Brigadiere Giuseppe Coletta, Vice Brigadiere Ivan Ghitti, Appuntato Domenico Intravaia, Carabiniere Scelto Horatio Maiorana, Vice Brigadiere Andrea Filippa, Caporal Maggiore Emanuele Ferraro, Caporale Alessandro Carrisi, Caporale Pietro Petrucci, dottor Stefano Rolla, signor Marco Beci possono commemorare i loro cari accettando l’amara certezza che non potranno più godere dell’affetto dei defunti.

Ci sembra opportuno riconoscere il grande valore di questa ingiusta perdita attribuendo ai defunti la Medaglia d’oro al Valor Militare “alla Memoria”.

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Atto Camera – Mozione

ATTO CAMERA

MOZIONE 1/00007

Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 11 del 29/05/2008

La Camera,

premesso che:

la liberalizzazione dei mercati mondiali avviata dall'inizio del 2005 ha dato luogo a una crescita esponenziale delle importazioni di tessili soprattutto dalla Repubblica popolare cinese….

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Atti della Camera

Interrogazione dell’on. Laratta , Grassi e altri parlamentari

INTERROGAZIONE DELL’ONOREVOLE FRANCO LARATTA, DELL’ONOREVOLE GERO GRASSI E DI ALTRI DEPUTATI PD

 

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI.

Per sapere premesso che

Il 25 giugno scorso, in una conferenza stampa indetta per illustrare i dati statistici sulla tossicodipendenza in Italia, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, on. Carlo Giovanardi, ha tra l’altro testualmente dichiarato: “…vogliamo indire per fine anno la Quinta Conferenza Nazionale sulle Tossicodipendenze per arrivare tutti assieme ad un momento di riflessione, perché – ha considerato il sottosegretario – è vero: ci sono nuove modalità di consumo, nuove mode. C’è l’ecstasy, ci sono le droghe sintetiche. C’è la cocaina, che comporta situazioni particolari. La cocaina c’’è nel Paese, negli imprenditori, c’è nei professionisti. C’è in Parlamento […]. Chi dice che in Parlamento non ci sono persone che non fanno uso di cocaina o di droga nega la realtà. Sarebbe come dire che (la cocaina) non c’è tra i professionisti e tra gli imprenditori. Ma non è neanche vero che la metà dei parlamentari fa uso di sostanze…

 

 

 

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Atti della Camera: interpellanza urgente al Ministro del Lavoro

Interpellanza urgente

al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali e al Ministro dell’economia e delle finanze.

 

A firma dell’on. Luigi Bobba,

del’on. Gero Grassi

ed altri Deputati PD

 

Premesso che:

  1. la legge Finanziaria 2006 ha introdotto, in via sperimentale, l’istituto del cinque per mille, attraverso il quale il cittadino può scegliere a quale associazione o ente, avente le caratteristiche previste dalla stessa legge e dalle successive modificazioni, destinare la quota del cinque per mille, in sede di dichiarazione dei redditi;
  2. il cinque per mille rappresenta un’applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale, poiché promuove la libera iniziativa dei privati, organizzazioni no profit, enti di ricerca, università, associazioni di volontariato, nello svolgimento di attività di interesse generale;
  3. nelle successive leggi finanziarie questo istituto è stato riconfermato pur senza occupare una voce permanente nei capitoli di spesa del bilancio dello Stato;
  4. anche la Finanziaria 2008, Legge 24/12/ 2007, n. 244, art. 3, commi da 5 a 11, ha riproposto la possibilità per i contribuenti di destinare il 5 per mille dell’Irpef a finalità di interesse sociale;
  5. il c.d. decreto “milleproroghe” ha integrato e modificato la Finanziaria, estendendo la possibilità di accedere al beneficio anche alle fondazioni nazionali di carattere culturale e alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI, D.L. 31/12/2007 n. 248 art. 45, comma 1, convertito nella Legge n. 31 del 2008;
  6. tra le novità più rilevanti, introdotte dalla Legge Finanziaria per il 200, vi è l’obbligo, per gli enti che hanno ricevuto il contributo del 5 per mille, di redigere un apposito e separato rendiconto, corredato da una relazione illustrativa, nel quale essi devono indicare, in modo chiaro e trasparente, quale sia stata la destinazione delle somme percepite e la redazione di questo documento dovrà essere effettuata entro un anno dalla ricezione del contributo;
  7. ammonterebbe a circa 345 milioni di euro il totale dei fondi raccolti con la prima edizione del 5 per mille per l’anno 2006;
  8. detto istituto ha ottenuto una forte adesione da parte dei cittadini, come dimostrano i dati della denuncia dei redditi 2006, dove in 15.854.201 hanno deciso di vincolare il 5 per mille dell’Irpef , su un totale di 26.391.936 dichiarazioni;
  9. nelle dichiarazioni dei redditi del 2007, circa 14,7 milioni di contribuenti, più del 55% del totale, hanno destinato il 5 per mille dell’Irpef alle organizzazioni di volontariato, agli enti di ricerca scientifica e sanitaria, ad associazioni ambientaliste e di promozione sociale;
  10. la legge di riferimento prevede che il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, relativo alla disciplina di tempi e modalità di iscrizione degli enti per poter concorrere al 5 per mille, debba essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro il 31 marzo dello stesso anno per cui lo si destina;
  11.  secondo un comunicato dell’Agenzia delle Entrate, per il 2008, solo il 24 aprile, dopo cioè la caduta del Governo e prima dell’insediamento del nuovo, il Decreto in materia è stato firmato;
  12.  quest’anno l’Agenzia delle Entrate aveva previsto un sistema che sembrava efficiente e moderno, il quale contemplava l’invio telematico delle coordinate bancarie da parte delle associazioni, al fine di poter procedere ai pagamenti in tempi più rapidi;
  13.  a poche settimane da questa indicazione l’Agenzia delle Entrate ha cominciato a telefonare alle associazioni, aventi diritto, per farsi indicare le coordinate bancarie per poter erogare la quota spettante, nonostante le stesse associazioni avessero inviato via internet tali dati;
  14. intorno alla seconda metà di maggio sono iniziati i pagamenti del 5 per mille 2006, ma solo per un’ottantina di enti con finalità di ricerca scientifica;
  15. in data 21 marzo 2008 l’Agenzia Entrate rendeva noto che, con le medesime modalità, nel secondo semestre di questo anno, saranno avviati anche i pagamenti delle somme del 5 per mille per l’anno 2007, non appena verranno determinati gli importi e resi disponibili i fondi, grazie un accordo di durata biennale dell’allora  Ministero della solidarietà sociale e la stessa Agenzia.

 

Considerato che:

  1. la legge istitutiva prevede l’anonimato del donatore e per le associazioni o enti, destinatarie del 5 per mille, è impossibile conoscere l’identità di coloro che utilizzano questo strumento;
  2. è evidente la lesione all’equità distributiva tra gli enti di ricerca e il resto dei soggetti beneficiari, in termini di erogazioni dei fondi destinati dal cinque per mille;
  3. la legge 241/90 sancisce che la Pubblica Amministrazione non può richiedere al cittadino informazioni che sono già in suo possesso, tuttavia l’Agenzia delle Entrate, al fine di essere ammessi al beneficio del cinque per mille, richiedeva documenti che comprovassero lo status di onlus, l’indirizzo, o altre specifiche che la stessa Agenzia poteva rintracciare altrimenti;
  4.  a seguito di tale richiesta, sono circa 12.000 le associazioni escluse per motivi formali, le quali hanno provveduto a depositare ricorso presso i TAR competenti;
  5. le prime sentenze, dei Tribunali Amministrativi Regionali aditi, respingono le richieste dei ricorrenti a causa di difetto di giurisdizione dello stesso giudice in quanto, così come si evince dal testo di una delle sentenze, "la situazione giuridica degli aspiranti al riparto riveste i caratteri del vero e proprio diritto soggettivo", e non configura, quindi, una lesione dell’interesse legittimo, per cui esulerebbe la competenza del TAR;
  6. il Ministro Sacconi ha, di recente, confermato l’impegno di stabilizzare il 5 per mille in grado di definire la platea dei destinatari ,“ripensando in termini di disciplina generale i beneficiari e concentrando la sua destinazione verso soggetti realmente portati verso il bene comune";
  7. sussiste una differenza sostanziale tra il riconoscimento di una vera libertà di scelta e di iniziativa e la mera concessione di risorse pubbliche, in questo senso un cinque per mille precario, così concepito, e limitato assomiglia ad una sorta di obolo da parte dello Stato, snaturando il principio di sussidiarietà fiscale, svilita dall’applicazione concreta del cinque per mille.

 

Si chiede di sapere:

  1. se i ministri in indirizzo non intendano, visto l’aumento della domanda sociale, emanare un provvedimento legislativo che stabilizzi l’istituto del 5 per mille, eliminando detto istituto dallo status di comma finanziario per assumere criteri chiari e trasparenti, attraverso una legge ad hoc, che renda detto istituto un diritto permanente del cittadino e un dovere per lo Stato;
  2. se gli stessi ministri non ritengano opportuno dichiarare in questa sede l’esatta tempistica entro cui si concluderà l’iter di erogazione e quindi, si liquideranno, tutte le associazioni e gli enti aventi diritto alla destinazione del cinque per mille, relativo agli anni 2006 e 2007, in modo da dare un segnale chiaro e trasparente sia ai cittadini, sia alle stesse associazioni e enti;
  3. se non si intraveda la opportunità di riammettere al beneficio, quei soggetti esclusi dalla destinazione del cinque per mille, per l’esercizio finanziario in corso, in virtù di una legislazione approssimativa, la cui attuazione è demandata a circolari e a criteri dell’Agenzia delle Entrate, di volta in volta posti in essere, a seconda del ritardo accumulato nell’emanare i provvedimenti prescritti dalla legge;
  4. se non si intraveda la possibilità di coinvolgere ed interpellare le associazioni interessate, al fine di costruire un dialogo costruttivo e concretizzare un sistema che sia davvero espressione della volontà dei cittadini.

 

Roma, 17 giugno 2008