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IL DOMANI D’ITALIA – Aldo Moro, martire laico della democrazia

Per leggere l’articolo dell’on. Gero Grassi, clicca sul link e vai a pagina 72

http://www.ildomaniditalia.com/idi/nov2012.pdf

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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO – E nel PD crescono le critiche a Emiliano

 

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LA STAMPA – Sono l’agenda anti-Monti: La Puglia non tradisce Nichi

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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO – I PD pugliesi preparano lo scontro del ballottaggio


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PAESE VIVRAI – Nel segno di Aldo Moro – L’orgoglio della pugliesità

 

Nel segno di Aldo Moro
 
L’orgoglio della pugliesità
 
di Gero Grassi – Deputato Pd
 
Ho conosciuto Peppino Giacovazzo quando ancora non andavo a scuola. Lui seguiva Aldo Moro nei giri elettorali pugliesi, io in compagnia di mio padre partecipavo, nonostante la giovanissima eta’, ai comizi dell’uomo con il ciuffo bianco in testa che si tenevano a Terlizzi.
Erano comizi affollatissimi nelle piazze di Puglia e Peppino seguiva Moro come amico e come giornalista. Fu colpito da questo bambino di cinque anni che a Terlizzi ascoltava Moro alle undici di sera. Mi regalo’ una paterna carezza sulla testa. Anni dopo, quando gliel’ho ricordato, mi disse di averne parlato con Moro che conosceva bene mio padre. Aggiunse che secondo Moro anziani e bambini erano le persone a lui piu’ fedeli. Non aveva torto.
Ho rivisto Giacovazzo quando all’inizio degli anni ottanta, lavorando alla Regione Puglia, ero in ufficio con Michela, sua sorella. Da quell’ufficio passavano il padre, la madre, l’altra sorella Maria. Pochi mesi prima era scomparso Angelo, suo fratello. Poi muore Michela. I Giacovazzo una famiglia con Locorotondo nel cuore.
Dopo gli anni della televisione, della politica, del potere da Sottosegretario, quando Peppino e’ ormai un anziano giornalista, iniziamo una lunga frequentazione girando la Puglia in lungo e largo. A soli scopi culturali e gastronomici. La tavola per Peppino, era i tempi supplementari della conferenza, luogo in cui qualche fallo si poteva anche commettere.
Erano gli anni del Partito Popolare prima, quelli della Margherita poi. Ho l’intuizione di fargli girare le nostre povere sezioni per parlare della nostra Puglia sitibonda ed assolata, di Moro e dei problemi del mondo.
Lo vado a prendere al trullo di Locorotondo e poi insieme in viaggio fino al ritorno. Sono serate bellissime nelle quali parla di tutto e si racconta. Sottovoce come piace a lui, arrabbiandosi solo quando parla del delitto di abbandono, come lui, ricordando Carlo Bo, chiama il delitto Moro e quando lo provoco insultandolo ‘sporco capitalista iuventino’, io sfegatato milanista.
In quelle sezioni fa scattare l’orgoglio della pugliesita’ e da’ senso ai tanti nostri sacrifici, protagonisti oscuri di una politica di periferia che tenta sempre di tenere l’uomo al centro.
Lo invito a scrivere sul ‘Popolo’ e mi accontenta. Gratuitamente. Lo induco a scrivere ‘Storia di noi dispersa’, concepito nei viaggi in auto tra la Murgia barese e la sua Valle d’Itria. Un libro bellissimo nel quale si mischia l’amore per la Puglia al grande affetto verso lo statista Moro. Un libro nel quale si respira l’aria di Locorotondo con quella profumata del nostro azzurro mare.
Agli inizi del duemila la volontà di Linuccio Giotta di produrre un giornale diretto da Peppino, mi consente di diventare suo direttore. Io, giornalista di provincia, divento il direttore di Peppino Giacovazzo. Una notizia. Il giornale brillantemente lo fa Peppino, io ‘curo’ la firma. Nasce così ‘Paese vivrai’, ottimo giornale di Locorotondo cui la Cooperativa Culturale di Terlizzi fornisce per circa un decennio i supporti giuridici ed editoriali fino a quando non si rende autonomo.
Per concepire il giornale ci riuniamo, io, Peppino e Linuccio, al ristorante ‘Casa mia’, dove cenando ottimamente con carne ed orecchiette diamo avvio all’impresa. Il tutto sempre condito dai ricordi di Peppino che cita e racconta dei suoi amici Guttuso, Pirandello, Sciascia, dell’incontro con De Gasperi, di Zavoli e delle sue migliaia di interviste.
Nel libro ‘Puglia’ parla di me, di Terlizzi e della Fondazione ‘Gaetano Morgese’, giovane poliziotto deceduto nella tragedia del Pendolino a Piacenza. Scrive e poi racconta nella sala consiliare di Terlizzi che a proposito di Gaetano non dobbiamo parlare della sua morte, ma della sua vita perché la fondazione sorta dopo la sua tragica scomparsa da’ vita.
Il giorno in cui muore la figlia, Peppino mi telefona all’alba e dice, con voce silente, ‘Funere mersit acerbo’. Poi scoppia a piangere.
Quando il centrosinistra, nel 2005, per la prima volta vince alle regionali di Puglia con Nichy Vendola presidente, rispetto alla nomina  del Presidente del  Corecom sono onorato, insieme con Nichy, di pensare a Peppino. Poi altri ne traggono vantaggi diretti ed indiretti, ma questa e’ altra storia.
Nel 2009 ho l’onore che Peppino ed Agnese Moro presentano a Casa Italia, a Zurigo, il mio libro ‘Il Ministro e la brigatista’, romanzo storico sul terrorismo rosso e sull’omicidio di Aldo Moro, che Peppino dice esser stato omicidio di Stato.
Ora Peppino ci ha lasciati. In silenzio, sottovoce. Come piace a lui. Ho avuto la fortuna di salutarlo l’ultima volta quando era già ricoverato a Monopoli.
Abbiamo parlato del Trullo, della Gazzetta del Mezzogiorno e di Aldo Moro, i suoi grandi amori.
Ti sia lieve la terra, Peppino, come diceva il tuo amico Gianni Brera.
Nell’aria del tuo comune, Locorotondo, d’ora in poi, alle orecchia di chi ha udito arriveranno le tue dolci e piacevoli parole, quasi come una melodia romantica.
In quella bellissima Valle D’Itria si sentira’ sempre la tua voglia di vita ed il tuo messaggio di pace e giustizia.
Peppino Giacovazzo e’ morto….non per tutti.
 
Articolo pubblicato su Paese Vivrai numero 137 Novembre 2012
 
 
 
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PAESE VIVRAI – Come nacque Paese Vivrai

Come nacque paese Vivrai

di Angelo Giotta
 
Nell’autunno del 2000, per coinvolgerli concretamente alla vita sociale, politica e amministrativa del paese, convinsi alcuni studenti a dar vita ad un giornale locale. Su suggerimento di un amico, andai, poi, a trovare Peppe Giacovazzo. Peppe, allora 75enne, si era ormai ritirato nel suo bel trullo che fa capolino, tra fronde di lecci, su un’altura panoramica della valle d’itria. Gli dissi che mi serviva un ‘giocattolo’, ovvero un giornale che appassionasse soprattutto i giovani. ‘Il giornale non è un giocattolo – mi rispose in tono secco – ma sono curioso di conoscere questi giovani’.
Alla riunione che seguì si capì subito che Peppe aveva già deciso di dare una mano. Propose perfino la testata ‘Paese Vivrai’, che fu accettata immediatamente. A Natale del 2000, sull’onda dell’entusiasmo ed in attesa di registrazione, il periodico ‘Paese Vivrai’ cominciò ad apparire in edicola. Occorreva un editore. Lo trovai grazie a Gero Grassi, oggi deputato Pd. “Tempo addietro – scriverà più tardi Gero Grassi - quel geniale inventore della politica-cultura e de giornalismo che risponde al nome di peppe Giacovazzo insieme a Linuccio Giotta mi chiesero di poter servirsi della Cooperativa Culturale RTS di Terlizzi per editare un giornale. Accettai l’idea e condividendone spirito positivo e bontà, addirittura assunsi la Direzione del giornale ‘Paese Vivrai’, il migliore prodotto giornalistico della stampa locale, nella nostra provincia. Nessun merito mio, tutto merito di Peppe e dei suoi collaboratori”. Gero grassi resta Direttore Responsabile di ‘Paese Vivrai’ fino all’ottobre del 2011, cioè al passaggio della proprietà della testata del giornale dalla RTS di terlizzi alla Associazione di Promozione Sociale “Paese Vivrai di Locorotondo2, appositamente costituita. Peppe Giacovazzo, già Direttore Editoriale, diventa il nuovo Direttore Responsabile.
 
Pubblicato su Paese Vivrai numero137 Novembre 2012
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Il 1° dicembre l’on. Gero Grassi è a Terlizzi per la mostra di pittura del maestro Antonio Volpe

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Quasi definitivi i risultati delle primarie del centrosinistra

 

Lo spoglio delle schede, delle primarie del centrosinistra, è quasi ultimato.
I dati, pertanto, non sono definitivi, anche se possono verificarsi variazioni minime. 
Pierluigi Bersani e’ al 44,9%, Matteo Renzi al 35,5%, Nichi Vendola al 15,6%, Laura Puppato al 2,6% e Bruno Tabacci all’1,4%.
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LA REPUBBLICA – Vendola in piazza: Ne vale la pena

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Il 25 novembre votiamo per le primarie del centrosinistra


Domenica, 25 novembre 2012, ci saranno le primarie della coalizione di centrosinistra “Italia Bene Comune”. Partecipare significa scegliere. Nessun cittadino dovrebbe delegare ad altri il proprio futuro. Esercitare il diritto di voto significa dare il proprio contributo all’Italia.

Il Paese, oggi più che mai, ha bisogno del contributo di tutti.
Pierluigi Bersani
esprime al meglio l’obiettivo che ci prefiggiamo di raggiungere nel prossimo futuro.
Votare è un diritto/dovere al quale non dobbiamo rinunciare!