





Il giorno dopo l’Istat conferma l’inusuale anticipazione del presidente del consiglio Giuseppe Conte. Anzi, la peggiora. Perché le indiscrezioni della vigilia indicavano una flessione del Pil, nell’ultimo trimestre dell’anno scorso, pari allo 0,1%. Mentre il dato certificato ieri dall’Istat è un più preoccupante meno 0,2%. Cambia poco.
Da ieri l’Italia è ufficialmente in «recessione tecnica», situazione che si verifica quando davanti al Pil c’è il segno meno per due trimestri di fila. E il dato di ieri si somma a quello del terzo trimestre 2018, che aveva già fatto segnare un meno 0,1%. Un doppio meno che arriva dopo quattordici trimestri consecutivi di crescita, sebbene tutt’altro che esplosiva. Nella selva dei numeri, in realtà, il dato più allarmante è un altro. E cioè la crescita acquisita per il 2019, meno 0,2%. È l’andamento del Pil che avremmo se nel resto dell’anno la crescita dovesse rimanere pari a zero, ed è dovuta all’effetto trascinamento dell’ultima parte del 2018. Siamo lontanissimi da quel più 1% che il governo ha messo alla base della legge di Bilancio..
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www.corriere.it/economia/19_gennaio_31/pil-giu-02percento-ora-recessione-istat-conferma-frenata-dell-economia-1d0e6842-258d-11e9-9fef-1e7c69c121a7.shtml















L’Istat – Istituto Nazionale di Statistica ha pubblicato i risultati della ricerca I musei, le aree archeologiche e i monumenti in Italia, che offre una precisa fotografia del nostro patrimonio culturale, in riferimento all’anno 2017. Il primo dato che emerge dall’analisi è che l’Italia gode di un altissimo numero di istituti della cultura: 4.889 tra musei pubblici e privati, parchi archeologici, monumenti e complessi monumentali, distribuiti su 2.371 comuni in tutto il paese. Si tratta per lo più di musei piccoli: se s’includono anche il 12,6% dei musei di cui non si conosce il numero dei visitatori, il 77,3% non arriva a contare un afflusso di almeno 10.000 visitatori (sono il 36% quelli visitati da un pubblico tra le 1.000 e le 10.000 persone, e il 28,7% quelli che in un anno contano meno di 1.000 visitatori). Solo il 3,6% dei musei segna più di 100.000 visitatori (con lo 0,7% che ne fa più di 500.000), mentre i musei che contano tra i 10 e i 100.000 visitatori sono il 19,1%. In tutto, sono stati 119.069.134 i visitatori che nel 2017 si sono recati nei musei italiani (52.796.935 in quelli statali, 66.272.199 in quelli non statali). La regioni dove si concentra il pubblico maggiore sono il Lazio (oltre 30 milioni), la Toscana (oltre 21 milioni) e la Campania (12 milioni). Le regioni col minor numero di visitatori sono il Molise (150.893), l’Abruzzo (342.885) e la Basilicata (404.037).
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