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Il 14 febbraio l’on. Gero Grassi è a Bisceglie per relazionare sul CASO MORO

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Il 28 febbraio l’on. Gero Grassi è a Monopoli per relazionare sul CASO MORO

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Istat: Immigrazione in calo del 9%, cresce l’emigrazione

Cala l’immigrazione in Italia: nel 2012 gli immigrati sono 351 mila, 35 mila in meno rispetto all’anno precedente (-9,1%).
Al contrario cresce il fenomeno dell’emigrazione, sia da parte di cittadini stranieri che lasciano l’Italia (+17,9% rispetto al 2011), ma ancor più marcato è l’incremento degli italiani che si trasferiscono all’estero (68mila nel 2012, il più alto degli ultimi dieci anni, cresciuto del 35,8% rispetto al 2011).
Sono i dati Istat contenuti nel Report 2012 su “Migrazioni internazionali e interne della  popolazione residente”.
Sono stati circa 68 mila i connazionali emigrati all’estro, il numero più alto degli ultimi dieci anni, cresciuto del 35,8% rispetto al 2011. Tale incremento, insieme alla contrazione degli ingressi (pari a 2 mila unità, 6,4% in meno del 2011) ha prodotto nel 2012 un saldo migratorio negativo per gli italiani pari a -39 mila, più che raddoppiato se confrontato con quello del 2011, anno nel quale il saldo risultò pari a -19 mila.
Per gli italiani, i principali Paesi di destinazione sono quelli dell’Europa occidentale: Germania (oltre 10 mila emigrati), Svizzera (8 mila), Regno Unito (7 mila) e Francia (7 mila) ne accolgono, nel loro insieme, quasi la metà.
I connazionali che decidono di tornare in Italia sono in numero molto inferiore a quello degli emigranti: nel 2012 i rientri sono 4 mila dalla Germania, 3 mila dalla Svizzera e circa 2 mila dal Regno Unito e dalla Francia.
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Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità e programma d’azione italiano…

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27 GENNAIO 2014 – GIORNO DELLA MEMORIA


Tutti coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a riviverlo”. (Primo Levi)

ELIE WIESEL
(30 settembre 1928) – campo di Auschwitz III-Monowitz
 
«Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso.
Mai».
 «Dietro di me sentii il solito uomo domandare: Dov’è dunque Dio?
E io sentivo in me una voce che gli rispondeva: Dov’è?
Eccolo: è appeso lì, a quella forca…»
 
(da La notte, 1958)
  


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Debiti Pubbliche Amministrazioni: nel 2013 pagati ai creditori in media 3,6 miliardi al mese


Grazie ai DL 35 e 102/2013 il Governo ha reso disponibili 27 miliardi agli enti debitori, che ne hanno usufruito per il 90%, pagando debiti per circa 22 miliardi
L’operazione di pagamento dei debiti accumulati dalle pubbliche amministrazioni e scaduti al 31 dicembre 2012, avviata con il decreto legge 35/2013 e ampliata con il successivo DL 102/2013, ha consentito di immettere liquidità nel circuito dell’economia reale per circa 22 miliardi di euro, corrispondenti a quasi 1,6 punti di PIL , in un periodo di sei mesi (tra luglio e dicembre 2013).
Gli enti debitori hanno fatto accesso alle risorse disponibili per 24,5 miliardi (sui 27,2 disposti complessivamente dai decreti “sblocca debiti”) e nel corso dei mesi scorsi hanno provveduto a pagare debiti arretrati per 21,6 miliardi. In media si tratta di 3,6 miliardi al mese concentrati nel secondo semestre del 2013. Circa 2,3 miliardi non sono ancora stati richiesti da cinque delle regioni assegnatarie dei fondi.
Per quanto riguarda la prima fase, disposta dal DL 35, gli enti debitori hanno acquisito risorse per 18,5 miliardi e hanno effettuato pagamenti per 16,5 miliardi (corrispondenti al 84% delle risorse stanziate).
Per quanto riguarda l’ulteriore tranche di fondi disposti dal DL 102, gli enti debitori hanno acquisito risorse per 6 miliardi, dei quali 5,1 risultano già pagati ai creditori.
Sulla scorta dei fondi già assegnati nel 2013, in questi primi giorni del 2014 sono ancora in pagamento circa 2,9 miliardi.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha attivato un monitoraggio regolare dell’avanzamento dell’intera procedura che coinvolge in particolare il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, al fine di garantire tanto una corretta allocazione delle risorse finanziarie quanto il rispetto degli impegni degli enti debitori a impiegare queste risorse per saldare rapidamente i debiti scaduti.
 
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Più manifatturiero, più PIL


L’aumento di un 1% nel peso dell’industria eleva di 0,5% la crescita economica
 
Il manifatturiero è la “sala macchine” della crescita. Perché genera gran parte dei guadagni di produttività dell’intero sistema economico. Direttamente attraverso l’innovazione tecnologica applicata ai suoi processi e ai suoi prodotti e indirettamente attraverso l’utilizzo negli altri settori dei beni manufatti che incorporano tali innovazioni.
Il manifatturiero, inoltre, è il massimo diffusore di innovazione nel resto dell’economia perché è al crocevia di tutti i processi produttivi.
Dal manifatturiero, poi, provengono i beni esportabili che servono a pagare le bollette energetiche e alimentari e, in generale, a finanziare le importazioni di un paese povero di risorse naturali come è l’Italia.
Le stime del CSC confermano il ruolo cruciale del manifatturiero per la crescita economica dei paesi avanzati: l’aumento di un punto percentuale del suo peso sul totale dell’economia innalza di 0,5 punti percentuali il ritmo di incremento annuo del PIL.
In Italia, dunque, serve con urgenza una nuova politica industriale che rilanci con decisione l’attività manifatturiera e la metta nelle condizioni di competere con successo sia nelle produzioni in cui tradizionalmente si addensa il suo saper fare sia in quelle nei settori che sempre più guideranno l’innovazione tecnologica nei prossimi decenni. Solo così il Paese potrà ricollocarsi su un alto sentiero di sviluppo.
Il settore manifatturiero è il motore della crescita economica sostenibile. Dalla sua attività origina gran parte dei guadagni di produttività dell’intero sistema economico sia direttamente, attraverso le innovazioni applicate ai suoi processi di trasformazione e ai suoi prodotti, sia indirettamente, attraverso le innovazioni incorporate nei beni manufatti utilizzati nel resto dell’economia.
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UIL – LA CASSA INTEGRAZIONE PER MACRO AREE, REGIONI E PROVINCE

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Unione europea: la necessità di affrontare i rischi della povertà lavorativa


Il sensibile aumento della povertà tra la popolazione in età lavorativa è una delle conseguenze sociali più tangibili della crisi economica. Per un’inversione di tendenza potrebbe non essere sufficiente una riduzione graduale dei livelli di disoccupazione, se si dovesse confermare la polarizzazione delle retribuzioni, dovuta in particolare all’aumento del lavoro a tempo parziale. È questa una delle principali conclusioni del rapporto 2013 su occupazione e sviluppi sociali in Europa , che esamina anche l’impatto positivo che le prestazioni sociali hanno sulla probabilità di ritorno al lavoro, le conseguenze dei persistenti squilibri di genere e la dimensione sociale dell’Unione economica e monetaria.
Il rapporto dimostra come l’accettazione di un posto di lavoro possa aiutare a uscire dalla povertà, anche se ciò è vero solo nella metà dei casi: molto dipende dal tipo di lavoro trovato e anche dalla composizione del nucleo familiare e dalla situazione del partner sul mercato del lavoro.
” Per una ripresa duratura, che non si limiti soltanto a ridurre la disoccupazione, ma faccia anche diminuire la povertà, dobbiamo preoccuparci non solo della creazione di posti di lavoro, ma anche della loro qualità “, ha dichiarato László Andor, Commissario per l’Occupazione, gli affari sociali e l’integrazione.
Impatto positivo delle prestazioni sociali e delle indennità di disoccupazione
L’analisi condotta nel rapporto dimostra anche che, contrariamente a quanto comunemente ritenuto, i beneficiari di prestazioni di disoccupazione hanno maggiori probabilità di trovare lavoro rispetto a coloro che non ne percepiscono (a parità delle altre condizioni). Ciò vale in particolare nel caso in cui i sistemi di prestazioni siano ben congegnati (prevedano, ad esempio, prestazioni decrescenti nel tempo) e siano integrati da opportune condizioni, come l’obbligo di cercare un lavoro. Questi sistemi tendono a favorire un miglior matching delle competenze e quindi l’occupazione di posti di lavoro di maggiore qualità, aspetto questo che contribuisce a sua volta all’uscita dalla povertà…
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Pd ed etica della responsabilità

Nota dell’on. Gero Grassi: Vicepresidente Gruppo Pd Camera dei Deputati

Nella riunione del Gruppo Pd di ieri sera con il segretario Matteo Renzi ha prevalso l’etica della responsabilità sul tema della legge elettorale.
Dibattito leale e sereno nella consapevolezza che le riforme si fanno solo se il Pd e’ unito e compatto, pur nella caratteristica di partito plurale.
Si tratta, per dirla con Manzoni, di sciacquare i panni in Arno con riferimento preciso non alla città di Renzi, ma alle condizioni attuali della società e della politica.
Dobbiamo rendere compatibili la esigenza della governabilità, il rispetto delle minoranze, il diritto dell’elettore di scegliere il proprio parlamentare. Non e’ difficile se continua a prevalere l’etica della responsabilità e se il Pd si fa interprete non della politica parlata, ma di quella dei fatti.