





(askanews) – Gli italiani spenderanno 4,6 miliardi per i cenoni di Natale (2,6 miliardi) e Capodanno (2 miliardi). Lo sostiene il centro studi della Confcooperative, secondo cui “l’aumento delle tredicesime (1,7 miliardi in più rispetto all’anno scorso) non spingerà i consumi, e non solo per l’1,6% di inflazione. All’Italia del rancore è subentrata l’Italia della paura, che ha meno speranza per il futuro visto l’aumento della povertà e l’incertezza del domani”.
Una fetta della tredicesima “sarà destinata al risparmio (8,8 miliardi rispetto ai 7,7 miliardi di un anno fa), ma in generale avremo una polarizzazione dei consumi tra chi può sostenere delle spese e chi non riesce. Prevarrà l’egoismo, con gli italiani più portati a spendere per sè che per gli altri. Nel carrello troveremo viaggi, spese benessere, raffinatezze sulla tavola. Ma aumenta il numero degli italiani in difficoltà, che imbandiranno le tavole all’insegna dell’austerity”…
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In Italia un giovane su quattro, il 24,1%, non studia e non lavora (Neet). Un dato in peggioramento rispetto al passato. Particolarmente critica la dinamica dell’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione (14% dei giovani di 18-24 anni) in crescita dopo 10 anni di ininterrotta diminuzione, specialmente al Nord. E’ quanto emerge dal rapporto Istat 2018 sul Benessere equo e sostenibile.
In Italia – si legge nel rapporto – i principali indicatori dell’istruzione e della formazione si mantengono molto inferiori alla media europea.
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