01 Mar ‘Quarta fase: Atti convegno Assisi 2’ – Autori Vari
La pubblicazione degli atti del II Convegno di QUARTA FASE, tenutosi ad Assisi il 10, 11 e 12 ottobre 2008, ha l’obiettivo di continuare a far discutere ma anche quello di far riflettere su una società pluriforme e su un partito, il PD, che necessita ancora di costruzione fisica e morale.
Sono passati trent’anni dalla morte violenta dell’onorevole Aldo Moro e tantissimo è stato scritto e detto. Durante le lunghe giornate passate nell’Aula di Montecitorio, ascoltando la discussione su alcuni provvedimenti del Governo Berlusconi, spesso approvati con il ricorso al voto di fiducia e con l’insolito strumento legislativo del Decreto Legge, ho riflettuto su quanto ascoltavo e vedevo.
Contiene alcuni articoli di Aldo Moro, firmati Mr e scritti durante la II Guerra Mondiale e il Messaggio ai giovani di Moro in occasione del trentennale della Resistenza.
Il “Il Ministro e la brigatista” è un romanzo d’amore che si svolge negli anni 1976, 1977 e 1978: gli anni duri del terrorismo e delle Brigate Rosse, del rapimento e dell’omicidio di Aldo Moro.
Una megaintervista che la giornalista Maria Teresa De Scisciolo fa al Deputato Gero Grassi, con domanda che toccano quasi cinquant’anni di vita.
Il percorso politico ed umano che parte dalle primarie di Puglia quando si sceglie il candidato Presidente della Regione Puglia ed arriva alla vittoria di Nichi Vendola.
E’ una collana di articoli scritti con cuore e passione dove emerge la volontà di una società che non c’è a fronte di una che esiste e che non è perfetta.
Due ulteriori tentativi di riattualizzazione del pensiero di Aldo Moro.
E’ il racconto di una delle più tristi vicende della città di Terlizzi, quella del tentativo di chiusura dell’Ospedale progettato e non riuscito dal Presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto. E’ anche il racconto della volontà dei concittadini di difendere e salvaguardare il diritto alla salute garantito dall’articolo 32 della Costituzione.
Racconta la morte di Gaetano Morgese , avvenuta per tragica coincidenza a Piacenza su un pendolino che corre a velocità folle. Racconta anche la speranza che una morte giovane genera attraverso la costituzione della Fondazione che svolge opera di solidarietà e beneficenza alla crescita culturale dei giovani.