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Scritto da Gero Grassi   

È la storia del Fascismo, vissuto da famiglie povere in un contesto periferico della nazione.

È la storia di tanti giovani caduti in guerra, ma anche la storia dei primi passi della democrazia e delle iniziali manifestazioni libere di pensiero e di azione di una generazione non educata che vive sul campo il prezzo ed il costo della libertà e della democrazia.

Il romanzo parte nel 1924, poco dopo la Marcia su Roma. Si sviluppa attraverso gli anni del massimo consenso del regime, del colonialismo, della guerra, dell’avvento della Repubblica e delle elezioni del 1948 che sanciscono il trionfo della D.C. Dopo un virtuale salto di ventotto anni, prosegue, dal 1976 al dicembre 1978, durante gli anni del terrorismo, della morte di Aldo Moro e dell’approvazione della legge 833/1978 che sancisce la piena attuazione dell’art. 32 della Costituzione, quando prevede che ad ogni cittadino è garantito il diritto alla salute.

Daniele e Teresa sono due ragazzi di umili famiglie meridionali che in un contesto sociale poverissimo, dove si studia alla luce del lume e si va a prendere l’acqua alla fontana, riescono a svolgere gli studi e a laurearsi in medicina. Nonostante abbiano quotidianamente problemi di sopravvivenza.
La medicina è per loro, da un lato il riscatto sociale e culturale dalla ignoranza familiare, dall’altro il modo per donarsi a chi ha bisogno e creare futuro.
Daniele abbraccia la fede comunista. Teresa quella cattolica e democristiana. Sorgono le prime incomprensioni. Nascono le difficoltà di condividere percorsi umani e politici sostanzialmente antitetici.
Il 1948, dopo le elezioni, le strade dei due giovani si dividono. Apparentemente per sempre. La vita di Daniele è incompatibile con quella di Teresa. O almeno così sembra.
Per ventotto anni Daniele e Teresa vivono la propria vita quotidiana. Si sono lasciati con reciproca amarezza. Nessuno dei due cerca l’altro.
Poi quello che non succede in un periodo lunghissimo, si verifica una mattina, dopo le elezioni politiche del 1976. Sono eletti Deputati della Repubblica Italiana. Daniele nel P.C.I. e Teresa nella D.C.
Il terrorismo fa stragi continue. Aldo Moro ed Enrico Berlinguer costruiscono il Governo della Solidarietà Nazionale come risposta ad una società che subisce l’attacco violento e sanguinoso del terrorismo.
Nel Governo Andreotti, che si appresta a giurare alla Camera il 16 marzo 1978, Teresa Tuberoso è indicata come Ministro della Sanità. È la prima donna Ministro della storia repubblicana. È stata voluta fortemente da Aldo Moro.
Il 16 marzo, giorno della presentazione del Governo, Moro è rapito ed il 9 maggio ucciso.
Per l’Italia la vita cambia totalmente. Via Caetani rappresenta uno spartiacque. Non solo in politica.
Daniele e Teresa, seppur in partiti e ruoli diversi, continuano il proprio impegno e il 23 dicembre 1978 in Parlamento approvano la nuova legge sulla sanità. Voluta, sostenuta e votata da entrambi.
Si sono conosciuti quando erano bambini. Oggi hanno rispettivamente 54 anni Daniele e 53 Teresa. Sono adulti…ma il destino riserva loro l’ultima sorpresa.