Promozione della salute delle donne: il programma
Scritto da Gero Grassi   
mercoledý, 04 luglio 2007

 Il Ministero della Salute ha insediato la Commissione Salute delle Donne che ha come obiettivo quello di programmare interventi per garantire la salute delle donne.

La necessità di attivare programmi di prevenzione e cura per le patologie che riguardano il genere femminile deriva dai risultati di studi effettuati che hanno messo in rilievo quanto le donne richiedano attenzioni particolari correlate a patologie che si sviluppano prevalentemente in questo genere.

Le donne, nonostante abbiano una longevità maggiore rispetto agli uomini, hanno un maggiore stato di cattiva salute (8,3%) rispetto agli uomini (5,3 %).

La malattia cardiovascolare rappresenta la maggiore causa di morte tra le donne, malattia che notoriamente ha sempre fatto ritenere gli uomini più a rischio rispetto alle donne.

Le patologie psichiche sono in forte crescita tra le donne. La depressione è la principale causa di disabilità tra le donne tra i 15 e i 44 anni, che non consente loro poi di continuare normalmente la propria vita lavorativa e sociale.

Le condizioni di lavoro, spesso non conciliabili con gli impegni familiari, aggravano il disagio psichico delle donne e per quanto la medicina del lavoro abbia raggiunto risultati significativi per la tutela della salute sui luoghi di lavoro, ha visibilmente trascurato le caratteristiche biologiche e psichiche e socio - economiche delle donne.

La violenza fatta sulle donne qualunque essa sia, sessuale, fisica, economica, psicologica sta diventando un’emergenza cui non si riesce a rispondere adeguatamente perché è ancora troppo alto il tasso del sommerso, del non dichiarato. Si stima che il 14,3% delle donne italiane ha subito violenza ma solo il 7% ha sporto denuncia.

Diventa necessario, dunque, strutturare la politica sanitaria considerando il tipo di target a cui rivolgere i servizi, promuovere azioni e programmi che riducano al minimo i possibili rischi cui le donne sono o potrebbero essere sottoposte.

Di qui la necessità di prestare attenzione alla salute sessuale e riproduttiva delle donne in età fertile, di educare le giovani donne alla contraccezione, alle gravidanze consapevoli, alla prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale, alla riduzione di interruzioni volontarie di gravidanza. La prevenzione e l’informazione rappresentano una valida strategia non solo per questo tipo di malattie ma risultano importanti anche per le malattie oncologiche. Le donne sono particolarmente colpite dal carcinoma del collo e dell’utero, dal tumore della mammella e dei polmoni.

Per la prevenzione del carcinoma al collo dell’utero il Ministero della Salute è già impegnato con programmi di vaccinazione pubblica per le ragazze tra i 12 e i 14 anni.

I servizi di cura per il tumore alla mammella differiscono purtroppo ancora tra Nord e Sud Italia. Si è stimato che il 60% delle donne del Mezzogiorno non dispongano di un servizio di mammografia, rallentando così di molto l’efficacia delle politiche di prevenzione di questo tipo di patologia.

La tendenza del tabagismo, che solitamente è ritenuta fortemente sviluppata tra gli uomini, negli ultimi anni sta invertendo la sua rotta a tal punto da richiedere imminenti campagne di informazione e azioni di prevenzione primaria orientati al genere femminile.

La compagine sociale, ormai vede tra la popolazione femminile una forte presenza di donne immigrate che spesso non usufruiscono dei servizi sanitari offerti per una serie di motivazioni di diversa origine. Le donne immigrate difficilmente partecipano ai programmi di screening, spesso hanno scarsa informazione e conoscenze delle buone norme di prevenzione della salute femminile.

Questa fotografia della salute delle donne italiane necessariamente richiede interventi adeguati, specifici che aiutino le cittadine a migliorare la salute intesa in senso globale, come benessere fisico, psichico, sociale ed economico.

Il Ministero della Salute ha attivato la Commissione Salute Donne per far sì che la salute delle donne possa essere sempre monitorata e migliorata.

L’8 Marzo del 2008 sarà indetta la Prima Conferenza nazionale sulla salute delle donne con la predisposizione di un Piano Intersettoriale che prevede il coinvolgimento degli altri Ministeri, proprio per sottolineare l’importanza di interventi sinergici finalizzati ad un unico obiettivo: il benessere dei cittadini e cittadine italiane.

Ultima considerazione: la Puglia è rappresentata nella Commissione Salute dall’avv. Lea Cosentino, Commissario ASL della Provincia di Bari, indicata dal Ministro Livia Turco.

Penso sia un riconoscimento al lavoro e alle capacità dimostrate da uno dei pochissimi direttori donna d’Italia, ma anche un attestato di stima ed attenzione verso una Regione impegnata a realizzare una sanità migliore.