LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - Franceschini o Bersani? Pugliesi spaccati sul leader
PARLAMENTARI TUTTI PRONTI A UN CONGRESSO «VERO». PREVALGONO I SOSTENITORI DELL’EX MINISTRO E IL LUCANO PITIELLI LANCIA CAMPAGNA SU FACEBOOK
 
 
Franceschini o Bersani? Pugliesi spaccati sul leader
di Bepy Martellotta
 
 
BARI. Franceschini o Bersani, continuità col presente o discontinuità nel segno di D’Alema. Nel Pd pugliese il dibattito è apertissimo dopo la discesa in campo dei due «big» per la segreteria nazionale e la battaglia che si annuncia (nella quale si infila anche Chiamparino) al congresso nazionale di ottobre. Gli schieramenti in campo sono chiari e numericamente vanno a favore, nella sua terra, dell’ala «dalemiana», ma Chianiparino potrebbe costringere tutti a rifare i conti.
GERO GRASSI -«Voto Franceschini senza dubbi, sono uno dei promotori della sua candidatura. E sottolineo che il congresso è festa non un dramma, è un momento di confronto in cui si decide il programma e si guarda al futuro. In tal senso, Franceschini meglio interpreta la guida di un partito rivolto al domani.
ALBERTO LOSACCO - «Voto Franceschini perché occorre proseguire nel lavoro che Dario ha impostato ne gli ultimi 4 mesi, rinnovando il partito e instaurando una pace interna. Appena ha detto che era pronto a candidarsi, si è scatenato il putiferio, ma le scelte fatte sono state premiate. Quanto a Bersani, «non se ne può più di avere un candidato che abbia dietro di sé un altro maggiore azionista». Battaglia? «E’ stato sempre privilegiato l’accordo, mi auguro che sia invece un confronto vero e serrato».
GIUSY SERVODIO - «Personalmente sono per Franceschini, ma il 3 e 4 luglio terremo un’iniziativa con tutta l’ area dei “coraggiosi” che fa capo a Rutelli e in quella sede discuteremo dei programmi». Servodio si è anche fatta promotrice di due emendamenti, non passati, coi quali eleggere «segretari cittadini e di circoscrizione subito dopo la conta degli iscritti, entro ottobre onde nominare a gennaio - dunque in una fase successiva - i segretari regionali».
PAOLO DE CASTRO - «Provenendo dall’area Letta, sono stato tra coloro i quali subito dopo le dimissioni di Veltroni ha sostenuto Bersani e voterò lui. Giudicavo fondamentale imprimere un cambiamento, ho apprezzato la discontinuità segnata da Franceschini, che così facendo ha favorito il gioco di squadra. Ma non condivido la sua decisione di scendere in campo, mi sembra in linea con l’atteggiamento tenuto da Veltroni». Quanto ai tempi del congresso, l’eurodeputato si sarebbe iscritto «nell’elenco della proposta di rinvio e di modifica dello statuto. Registro che la direzione ha preso una decisione diversa».
LUDOVICO VICO - «Voto Bersani e mi auguro si faccia un congresso vero su una piattaforma programmatica. Il Pd ne ha bisogno come l’aria e l’acqua: Bersani è la migliore sintesi dei diversi riformismi del Pd, compresa la non cancellazione della sinistra».
 
FRANCESCO BOCCIA -
«Andrò con Bersani con tutto,o quasi, il gruppo dei quarantenni. Proprio oggi (ieri, ndr)a Torino si è visto e sentito il Pd pieno di passione dei sogni di questi 15 anni ulivisti; sogni infranti e traditi in questi diciotto mesi di vita del partito “liquido”. Abbiamo perso 4 milioni di voti in un anno; questa è l’analisi cruda, il resto è propaganda. E i nostri militanti lo sanno e vogliono sentircelo dire per poi ripartire».
GIANNI PITTELLA – “Ho creato un gruppo su Facebook, “Dal mezzogiorno e per il mezzogiorno con Bersani” – Da lì lanciamo 4 proposte programmatiche e invitiamo chi sostiene Franceschini ad evitare di presentare questa dialettica come sfida tra vecchio e nuovo, perchè è un esercizio scorretto e non corrispondente alla realtà. C’é da costruire il Pd, c’è molto lavoro da fare”.