LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - Ecco gli onorevoli fannulloni
Ecco gli onorevoli « fannulloni »
Primo rapporto sull’attività in questa legislatura. Le donne più operose dei colleghi maschi; la minoranza più presente del centrodestra. Primato IdV
 
• ROMA. I parlamentari che lavorano di più sono quelli che siedono all’opposizione, mentre gli esponenti della maggioranza si scoprono presenzialisti soltanto al momento di votare. Tra i gruppi parlamentari, in assoluto il più attivo è l’IdV, tanto alla Camera che al Senato: nei lavori delle commissioni, in aula e nella redazione di proposte di legge intervengono più dei colleghi di opposizione del Pd. E quanto emerge dal primo Rapporto “Camere aperte” elaborato dall’Osservatorio civico (un punto di riferimento composto da tre associazioni, Cittadinanzattiva, Controllo cittadino e Openpolis).
Secondo il Rapporto, i parlamentari “fannulloni” sono il deputato Denis Verdini del PdL e il collega di partito, senatore Marcello Pera. E ancora: tra i parlamentari impegnati nella compagine di Governo, Maurizio Balocchi della Lega ha il record di assenze ingiustificate alle votazioni. Infine, stando ai dati, le donne s’impegnano molto di più e volano ai primi posti nella classifica delle presenze: Angela Napoli (PdL) e Donatella Poretti (Pd) sono le più attive alla Camera e al Senato..
Il Rapporto misura la “quantità” dell’attività parlamentare di ciascun rappresentante del popolo nel primo anno della XVI Legislatura (Aprile-Maggio 2008/Aprile-Maggio 2009), analizzandone il coinvolgimento nei processi legislativi (es. primo firmatario Ddl, mozione, interpellanza, risoluzione, odg, e via dicendo) e la presenza alle votazioni elettroniche in aula.
Analizzando il quadro delle presenze è dell’attività degli onorevoli, Angela Napoli, eletta in Calabria nelle liste del PdL, è la deputata più attiva, al pari della senatrice Donatella Poretti, eletta per il Pd in Puglia: entrambe ricevono un 10 nei loro indici di attività. Alla Camera la Napoli è seguita da Rita Bernardini (Pd, eletta in Sicilia) e Gabriella Carlucci (PdL, Puglia), mentre al Senato, dietro la Poretti troviamo Elio Lannutti (Idv Veneto) e Rosario Giorgio Costa (PdL, Puglia). Dopo l’on. Verdini e il sen. Pera, il podio dei «fannulloni» è completato da Niccolò Ghedini (PdL, Veneto) e Massimo D’Alema (Pd, Puglia) per la Camera, e da Beppe Pisanu (PdL, Sardegna) e Marcello Dell’Utri (PdL, Lombardia) per il Senato. In generale, solo il 2,6% dei parlamentari raggiunge un indice di attività sufficiente, cioè pari o superiore à 6: la media è 2,3.
Secondo il Rapporto, le donne sono decisamente più attive e presenti degli uomini, sia alla Camera sia soprattutto al Senato. Nelle presenze alle votazioni, le differenze tra i sessi si assottigliano.
Alla Camera, le donne risultano presenti nell’82% dei basi a fronte di una presenza dei colleghi dell’80%; situazione simile al Senato: donne presenti nell’85% delle votazioni, uomini 82%.
Per quanto riguarda i lavori parlamentari, sono i deputati dell’Italia dei Valori i più attivi tra tutti i gruppi presenti alla Camera dei Deputati. Su una scala da 0 a 10, la loro media di attività si attesta al 3,57. I deputati del Partito Democratico, con 2,65 sono al terzo posto, superati di poco dai colleghi della Lega (2,67). I parlamentari del PIL risultano i meno attivi in assoluto, con un indice di attività di 2,01.
Meglio di loro, anche i colleghi dell’IdV (2,47) e del gruppo misto (2,3).L’attivismo dei rappresentanti dell’Idv è ancora più marcato al Senato, dove ottengono un indice di attività di 4,9. Seguono il gruppo dell’Udc - Svp (2,79), Pd (2,7), Lega (1,73) e PdL (1,68).
A proposito del voto in aula, a conferma della differenza dei ruoli tra opposizione e maggioranza, . il quadro cambia radicalmente quando si analizzano le presenze durante le votazioni, con i partiti di governo che risultano i più presenti: alla Camera, i deputati della Lega sono stati presenti nell’86% delle votazioni, quelli del PdL nell’83%. Al terzo posto i deputati del Pd (81%) seguiti da Udc (75%), Idv (70%) e gruppo misto (61%). Il quadro non cambia al Senato, con i senatori della Lega presenti nel 93% dei casi. Al secondo posto i senatori del PdL (86%) seguiti da Pd (82%), Idv (72%) e Udc (54%, valore influenzato dalla presenza di senatori a vita iscritti al gruppo).
Analizzando l’indice di attività e le presenze dei parlamentari in base ai collegi elettorali di riferimento emerge che i deputati che rappresentano il Molise sono, in media, i più attivi, con un indice di attività di 3,9. Segue il Friuli-Venezia Giulia (3,4), Calabria (2,8), Emilia Romagna (2,7) e Trentino Alto Adige (2,7). I meno attivi, invece, sono i deputati di Campania (1,9), Abruzzo (1,9), Liguria (1,5) e Valle D’Aosta (1,4). In proporzione, fanno meglio anche i deputati che rappresentano i collegi esteri: Europa (3,2), Americhe (2,1). Simile la situazione nel caso dei senatori: i più attivi si trovano in Molise ed Emilia Romagna (3,1 ciascuno) e in Toscana (2,9), mentre i meno attivi rappresentano la Liguria (2), Abruzzo (1,9), la Campania (1,9) e le Marche (1,7).
Il quadro delle presenze alle votazioni offre, ancora una volta, uno scenario .quasi opposto rispetto a quello dell’indice di attività. I deputati più presenti sono quelli di Valle D’Aosta (98%), Umbria (91%), Basilicata (86%) e Liguria (84%), mentre i meno presenti alle votazioni sono proprio i deputati del Molise (66%). Poco meglio vanno in Trentino Alto Adige (78%), Puglia (77%) e Lazio (76%). Da parte loro, i senatori più presenti alle votazioni sono quelli di Friuli-Venezia Giulia (94%), Calabria e Molise (91% ciascuno), mentre al fondo troviamo i senatori di Lazio (80%), Sicilia (76%) e Abruzzo (70%).
Il Parlamento è impegnato quasi esclusivamente nella conversione in legge di iniziative di governo: mai neppure prese in considerazione le numerose proposte di legge avanzate dalle Regioni e dai cittadini.