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IL 9 MAGGIO di MARIA FIDA MORO
giovedì, 11 maggio 2017


Ecco l’ennesimo terribile 9 maggio. Ho un’annotazione ed un quesito. Mio figlio ed io diserteremo ogni celebrazione ufficiale fino a quando non sarà applicata correttamente e pienamente la legge 206 del 3 agosto 2004 in favore delle vittime del terrorismo ANCHE per mio padre Aldo Moro. Quale sia la valenza di questa disapplicazione non è noto. Mio padre non è vittima? Oppure non è vittima del terrorismo? Il che aprirebbe scenari apocalittici. Giro il quesito a chi di dovere.

È chiaro che le vittime sono tutte uguali perché uguale è il dolore, ma mio padre non può essere contemporaneamente simbolo emblematico di ogni vittima della stagione terroristica mentre la legge 206 - nel suo caso - viene disattesa ed inapplicata (guarda caso proprio dal Parlamento). È una questione etica, di equità e di principio. Se potessi, chiederei al Parlamento di cambiare la data della doverosa celebrazione della memoria con altra data, diversa dal 9 maggio.

Ad ogni modo seguirò tutte le trafile giuridiche che portino all’applicazione della stessa legge 206 e - se sarà necessario - mi rivolgerò alla Corte Europea dei Diritti Umani a Strasburgo, perché mio padre è stato pesantemente discriminato, e quindi all’Aja, perché il terrorismo è equiparato alla guerra e mio padre è vittima di un crimine di guerra, il che ha rilevanza penale (per rendersene conto basta scorrere alcuni dei documenti raccolti dalla 2° Commissione bicamerale di inchiesta sul caso Moro).

Credo che, almeno nella morte, la legge debba essere uguale per tutti. Del resto ogni italiano in buona fede, che il 9 maggio 1978 aveva l’età della ragione, sa che l’italia è rimasta attonita a guardare l’agonia di un innocente abbandonandolo alla solitudine di una morte feroce quanto ingiusta. Allo Stato non sembra interessare, e lo dico con pacatezza basandomi sulle corone di alloro e sui fiori delle due date 16 marzo - 9 maggio.

Invece sarebbe molto più proficuo che lo Stato si adoperasse per l’applicazione di una legge che riguarda tutte le vittime, quindi anche e perfino Aldo Moro.

L’insensata morte di mio padre ha cambiato il destino del nostro Paese e anche dell’Europa, ma soprattutto è come un macigno, un coagulo di dolore che pesa sulle coscienze degli italiani. Aldo Moro è ancora oggi ostaggio dell’indifferenza e del disamore e finché non gli verrà riconosciuta, almeno da morto, pari dignità anche il popolo italiano resterà imprigionato nel gorgo malefico e sanguinario che ha cancellato tante vite innocenti portandosele via e che a me ha tolto sole, speranza, luce ed ogni gioia.

Ma non è certo questo il punto, il punto è che l’Italia, che è da sempre considerata la patria del Diritto, permette che l’antigiuridicità insita nella negazione di un diritto fondamentale - ogni cittadino è uguale di fronte alla legge - si abbatta su un padre Costituente che, ironia della sorte, si era occupato proprio dei Diritti inviolabili dell’Uomo. I benefici previsti dalla legge in favore delle vittime del terrorismo o valgono anche per Aldo Moro oppure non valgono per nessuno.

Niente sembra avere senso e valore. Ma se solo per una volta, in quasi quarant’anni, dovessero prevalere le insindacabili ragioni del cuore e della verità?

Maria Fida Moro

 
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IL GIORNO: 6 gennaio 1978
ARTICOLO NON PUBBLICATO TROVATO NELL’AUTO DI MORO:
Giudizi americani sulla politica italiana di Aldo Moro

SERVIZI SEGRETI ITALIA: 18 febbraio 1978
‘Beirut. Operazione terrorista programmata. Telegramma segreto’
Colonnello Stefano Giovannone (Fonte 2000)

LA REPUBBLICA: 10 maggio 1978
‘Undici colpi al cuore’ di Miriam Mafai

IL MANIFESTO: 10 maggio 1978
‘Ora è accaduto’ di Luigi Pintor

LOTTA CONTINUA: 22 giugno 1978
‘Un assassino al Quirinale?’

IL CORRIERE DELLA SERA: 9 maggio 1979
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‘La figlia ricorda’ di Maria Fida Moro

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO: 22 novembre 1980
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LEONARDO ON. SCIASCIA: 3 febbraio 1982
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FAMIGLIA CRISTIANA: 14 marzo 1982
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LEONARDO ON. SCIASCIA: 22 giugno 1982
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FRANCO BONISOLI (Brigate Rosse): 16 marzo 1985
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ALBERTO FRANCESCHINI (Brigate Rosse): 22 agosto 1986
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ELEONORA CHIAVARELLI MORO: 9 gennaio 2006
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LA STAMPA: 16 gennaio 2006
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