Franceschini, Minervini e Grassi a Bari per mettere in discussione il PD PDF Stampa
Franceschini, Minervini e Grassi a Bari per mettere in discussione il PD 
 
 
Il Segretario Nazionale del PD Dario Franceschini, in corsa per la riconferma, l’ass.regionale Guglielmo Minervini candidato alla segreteria regionale e l’on. Gero Grassi coordinatore della mozione Franceschini in Puglia, martedì 23 settembre hanno incontrato Dirigenti di Partito, Amministratori e Cittadini a Foggia e Bari.
Villa Romanazzi Carducci la sede dell’incontro nel capoluogo pugliese.
Le tematiche del congresso e problematiche scottanti che attanagliano la Nazione, sono state oggetto di un’intervista realizzata dal direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Giuseppe Detommaso
A dare il via alla discussione: “la libertà di stampa”.
“Credo che il Partito, le cose che pensa e che ritiene giuste, le deve dire con coraggio ed una parte del proprio lavoro è difendere la stampa libera; è uno dei beni sui quali rischiamo di più.” Con queste parole ha esordito Dario Franceschini, ribadendo che la manifestazione organizzata per la libertà di stampa, non solo è giustissima, ma deve coinvolgere tutti, senza colore, perché il tema dell’informazione è un tema serio, che non deve riguardare solo una parte. Ha ribadito poi, che non è una battaglia simbolica o teorica, è una battaglia su un tema pratico, “ci sarà un motivo se da tutto il mondo guardano alla situazione che si è venuta a creare in Italia come ad un fatto anomalo, ci sarà un motivo se le graduatorie della stampa libera ci hanno messo intorno all’ottantesimo posto vicino alla Thailandia” ha sottolineato il segretario del PD, dando cifre reali in merito al problema, sulle quali riflettere.
Il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno ha quindi spostato la discussione sull’asse politico, facendo riferimento alle ultime affermazioni rilasciate dal Presidente della Camera Gianfranco Fini.
Franceschini ha ribadito: “grande rispetto per il ruolo istituzionale che ricopre, ma è una avversario politico e resterà per sempre tale, dice delle cose condivisibili, è un leader di destra normale, che qualche volta dice delle cose di buon senso, non per questo si viene trasformati in un eroe civile”.
Non poteva mancare la domanda sul famoso Lodo Alfano. “Noi rispetteremo la sentenza della Corte qualsiasi essa sia – ha affermato Franceschini - ma continueremo a dire che il Lodo Alfano è una vergogna perché viola quel principio molto semplice che sta nella nostra Costituzione ed è riassunto in quella scritta che leggiamo alle spalle di ogni giudice, in ogni aula di tribunale, ‘la legge è uguale per tutti.’”
Alla domanda sull’antiberlusconismo Franceschini ha risposto che l’opposizione si chiama così in tutto il mondo perchè il suo ruolo è quello di opporsi. “Di fronte a tutte le cose che non vanno, di fronte ad un Governo che dice che non c’è più crisi, cosa si deve fare per non essere tacciati di antiberlusconismo, stare zitti? Io penso che noi dobbiamo fare più opposizione, non meno opposizione…noi abbiamo il dovere di esserci, di alzare la voce e di salvaguardare la libertà che i nostri padri hanno conquistato col sangue”.
Moltissimi i temi affrontati e le problematiche poste sul tavolo della discussione.
In merito alle possibili alleanze Franceschini ha ribadito con fermezza che il più grande Partito dell’opposizione ha il dovere, qualche volta, di mandare giù un rospo, ma di non dividere le forze dell’opposizione. Il PD deve essere aperto verso l’Italia dei Valori, la Sinistra, l’UDC, con i quali nei prossimi anni dovrà lavorare.
“E’ meglio per il Paese avere un’opposizione unita piuttosto che un’opposizione frammentata – ha concluso - certo bisognerà condividere progetti e programmi e non essere accomunati soltanto dalla volontà di allearsi contro un avversario”.
Non poteva mancare un accenno al precariato che sta investendo in modo preponderante il mondo della scuola, che ha lasciato a casa migliaia di insegnanti, che protestano in tutta Italia. A tal riguardo è stato sottolineato il controllo della Comunicazione e della Libertà di Stampa che non fa vedere quanto sta accadendo.
Grande attenzione da parte di tutti quando il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno chiede a Franceschini chi sarà il candidato del centrosinistra alle regionali, Vendola o altri?
Il segretario del PD ha risposto con chiarezza, ribadendo che rifiuta il “gioco delle figurine panini” che sta mettendo in atto la destra, che tanto decanta il federalismo.
“Le alleanze e le scelte di Presidenza di Regione non sono fatte in una logica di scambio – ha detto - ma sono alleanze decise Regione per Regione attorno ad una reale condivisione programmatica. Non ci sarà un tavolo romano per decidere. Chi ha fatto bene dopo una legislatura viene riconfermato. Io penso che Vendola abbia fatto bene in questa Regione, abbia portato la Puglia all’avanguardia su alcuni temi.”
In linea a quanto detto da Franceschini anche l’intervento di Guglielmo Minervini candidato alla segreteria regionale del Partito, che ha sottolineato alcuni tratti caratteriali che li accomunano, quali: mitezza, correttezza, garbo.
Parlando di Michele Emiliano segretario regionale uscente, in corsa in questo congresso, Minervini ne ha sottolineato i valori, le capacità che hanno fatto decollare la città di Bari, da lui guidata in qualità di Sindaco, ma in merito alla segreteria regionale del partito ha sollecitato una riflessione condivisibile: “La Puglia a lungo è stata soffocata dal capo che rivendicava per se la pretesa di comandare…io credo che questa sia un’ottima occasione per Emiliano e per tanti altri che del Pd vogliono essere capi…. dobbiamo dimostrare che noi siamo cresciuti, siamo diventati adulti, siamo maturi e rivendichiamo leader che governino insieme il Partito”. 
In sintesi possiamo dire che il PD della mozione Franceschini è un Partito aperto, che vuole riappropriarsi del proprio ruolo di opposizione e che sta mettendo in atto strategie ed alleanze per diventare maggioranza nel Paese.
 

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