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Scritto da "Il Paese Nuovo" del 04/01/2008   
sabato, 05 gennaio 2008

L’on. Grassi : la Regione Puglia apra una vertenza con il governo per una redistribuzione del fondo sanitario equa.

“Quando s’ inizia un percorso, salvo disgrazie di altra natura , ritengo che questo vada concluso e sottoposto al giudizio dei cittadini”. L’on. Gero Grassi del Partito Democratico torna a chiudere la porta a qualsiasi ipotesi di rimpasto della giunta regionale soprattutto adesso che, a dispetto delle stesse dichiarazioni del presidente della giunta, Nichi Vendola,nella conferenza stampa di fine anno, sono riprese a circolare illazioni dovute anche alle difficoltà che la maggioranza di centrosinistra incontra sulla sanità. Poiché l’assessore competente, Alberto Tedesco, non si può rimuovere è stato preso di mira il direttore dell’Ares, Mario Morlacco. L’on. Grassi dice : “ Se al posto loro mettessimo altre due brave persone non credo che il problema si risolverebbe”. Non va bene cercare un capro espiatorio quando la soluzione del problema è fuori dalla Puglia. Aprendo una vertenza con il governo affinchè modifichi i criteri di redistribuzione del fondo sanitario nazionale. Questione sinora sottovalutata ma che per essere risolta ha bisogno di una Puglia unita smettendola di beccarsi come i capponi di manzoniana memoria. Basta beccarsi come i capponi di manzoniana memoria nel centrosinistra e tra centrosinistra e centrodestra sul tema della sanità. Al contrario l’intera classe pugliese metta in atto una forte iniziativa politica e costringa il governo a rivedere i criteri di distribuzione delle risorse del Fondo sanitario. E’ l’appello dell’on. Gero Grassi (Pd) soprattutto alla maggioranza e all’opposizione in Regione all’indomani del durissimo scontro avvenuto nell’ultima seduta di Consiglio regionale del 2007 sul ricorso alla leva fiscale per fare fronte al disavanzo della sanità.

Onorevole, in Puglia sembra assistere a una sorta di guerra tra tutti contro tutti.

“L’aumento delle tasse non è piaciuto a nessuno. Certo c’è la consapevolezza che la sanità incide parecchio sul bilancio regionale ed è la chiave di volta di un servizio che sembra non essere offerto nella misura in cui si voleva o in cui i cittadini si aspettavano. Ma c’è anche scarsa conoscenza di problemi e soluzioni. E’ vero che la Regione ha aumentato le tasse ma forse non c’è stato il tempo e la forza necessaria per dire al governo : rateizzate il rientro del debito. Un’operazione da fare con la Finanziaria e insieme con le altre regioni. Chiedevo e chiedo questo perché la Regione si muova sulla base del fatto che la Puglia è tutto sommato Regione virtuosa rispetto a Lazio, Campania,Liguria, Molise e Abruzzo che hanno goduto di un provvedimento ad hoc. A noi invece non è stato consentita la rateizzazione del debito. Ma ciò che più fa perdere le staffe è che tutti i soloni della sanità,lo dico non in senso dispregiativo , guardano al problema a valle e non a monte”.

A monte cosa c’è?

“Se uno guarda serenamente vedrebbe due cose. La prima tecnica,la seconda istituzionale. Tecnicamente è chiaro che essendoci in Puglia un eccesso di ospedali c’è un costo superiore rispetto alla sanità preventiva. Ciò significa che bisogna ridurre i ricoveri e quindi i costi evitando che il cittadino si rivolga al 118 e al pronto soccorso , e poi eliminando gli sprechi. Ma per fare queste cose non basta la classe politica, occorre il consenso di cittadini e operatori. Poi c’è un problema istituzionale che nessuno solleva,pochi sanno e che Vendola e Tedesco conoscono bene e che altri ce si vergognano a dirlo: la distribuzione delle risorse tra le regioni italiane. Se noi avessimo i 160 euro a cittadino in più della Liguria azzereremmo il debito. E perché non se ne parla? Vendola e Tedesco nella conferenza Stato-Regioni dell’anno scorso hanno recuperato un po’ del divario esistente. Non se ne parla perché dipende da un decreto legislativo del 1999 che stabilisce che le risorse vengano distribuite in base all’anzianità della popolazione. Un criterio oramai superato perché oggi quello prevalente oggi dovrebbe essere la differente offerta di servizi sul territorio.

Onorevole si spieghi meglio

Se in Friuli vi sono 10 ambulatori per mille abitanti in Puglia ve ne sono tre. In un federalismo sussidiario bisognerebbe recuperare il ritardo della Puglia modificando il criterio di distribuzione delle risorse. Perché non viene fatto? Credo ci sia un po’ di timore reverenziale. Ma è anche vero che le Regioni del nord e del centro, bipartisan, Lombardia e Veneto di centrodestra, Piemonte, Emilia e Toscana di centrosinistra fanno blocco e impediscono nella Conferenza Stato-Regioni di modificare questo criterio. Il mio ministro della Sanità ha difficoltà a prendere un’iniziativa forte, il Governo pure, le Regioni meridionali contano meno perché hanno una popolazione inferiore e tutto resta fermo. Co vuole un’iniziativa politica forte della Puglia che ponga il problema sul tavolo del governo da una parte impegnandosi a rivedere i costi della nostra sanità,educando i cittadini a un comportamento più consono a varare un piano sanitario che abolisca gli sprechi ma dall’altra chieda una distribuzione delle risorse più equa. Dove voglio arrivare? Che le tasse in Puglia non sarebbero state aumentate evitandoci tutti i problemi che si stanno vivendo”.

C’è stato un ritardo del centrosinistra nello sposare una battaglia sinora di Fitto e Palese, però alla Regione , nella maggioranza di centrosinistra si respira un’aria da resa dei conti.

“Si c’è una sorta d’impazzimento collettivo. Tutti parlano di tutto e si tenta di trovare un capro espiatorio. Il problema , invece è di mettere in atto una politica che accompagna il cambio che sta avvenendo nella sanità pugliese. Va detto che lo stato della sanità da noi trovata, parlo come centrosinistra, è peggiore di quanto si potesse pensare. In questi due anni passi in avanti ne sono stati fatti ma si potrebbe fare molto di più. Nessuno però, faccia come i polli di manzoniana memoria. Invece di beccarsi all’interno del centrosinistra e tra centrodestra e centrosinistra, tutti si impegnino a capire che la soluzione è nella revisione dei comportamenti della classe politica di quella medica,paramedica e dei cittadini”.

Tedesco e Morlacco capri espiatori?

“Se al posto loro mettessimo altre due brave persone il problema si risolverebbe dalla mattina alla sera? Certo , anche loro devono rivedere i propri comportamenti e comprendere che certe cose non si possono fare più”.

Ma se Vendola tocca Tedesco è inevitabile mettere mano all’intera giunta?

“ Ritengo che quando s’inizia un percorso,salvo disgrazie di altra natura, questo vada concluso e sottoposto al giudizio dei cittadini. Non faccio battaglie contro la singola persona o i singoli consiglieri regionali perché in tal caso andrei a spulciare le carte del decennio precedente e scoprire come buona parte dei debiti della sanità pugliese è dovuta a comportamenti omissivi e dal punto di vista politico sbagliati anche del centrodestra. Ma oggi non serve additare le responsabilità quanto risolvere i problemi dei pugliesi di domani”.

Franco Antonacci

 

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