Partito Democratico e la stabilità del Governo PDF Stampa
Scritto da Gero Grassi   
lunedì, 25 giugno 2007

 Secondo un'antica definizione scolastica, la politica è l'Arte di governare le società. Il termine, di derivazione greca, si applica tanto alla attività di coloro che si trovano a governare (per scelta popolare in democrazia o per diverse ragioni in altri sistemi), quanto al confronto ideale finalizzato all'accesso all'attività di governo o di opposizione.

La politica da tempo non è più intesa come la gestione di potere di pochi su altri me è basata sulla partecipazione dei cittadini. L'idea di potere non è più correlata all'impedimento sugli altri ma all'apertura di nuove possibilità per i cittadini.

Potere” viene inteso come l'espressione della potenza umana, dove l'essere potenti significa estrinsecare ciò che si può fare, come si possono utilizzare al meglio le proprie risorse per soddisfare bisogni, raggiungere obiettivi che salvaguardino il bene comune.

Alla luce di questa interpretazione, l'idea di “potere” politico si sposa con l'assunzione di responsabilità assunta da chi governa.

E' consuetudine intendere la politica basata sulla partecipazione.

La partecipazione politica nasce con i primi gruppi politici organizzati e si evolve nel tempo collegata ai significativi mutamenti nei sistemi socio-economici e nella natura delle comunità politiche. Risulta evidente che tale fenomeno assume toni più coloriti negli ultimi decenni alla luce di una politica sempre più vissuta dai cittadini.

Le forme democratiche di scelta dei propri rappresentanti negli organi istituzionali non sono più scelte volute da pochi ma condivise da molti. Si pensi allo strumento delle elezioni primarie che consente ai cittadini di scegliere tra più proposte. Così i Partiti aprono le loro porte a tutti, anzi chiedono ai molti di non lasciare soli i “pochi” politici in un momento importante.

Il ruolo della politica oggi sembra essere diventato ancora più sociale, supportato da una passione per il confronto tra due fazioni ma conscio della responsabilità civile che ha nei confronti dei cittadini.

Le difficoltà esistenziali si sono decuplicate. Si pensi all'ambiente, la sicurezza e la legalità, il lavoro non sempre disponibile e troppo spesso precario, la formazione, la competitività nella nuova economia globale, il sistema di sicurezza sociale. Tutte le problematiche correlate a questi ambiti appaiono come nuove emergenze o come problemi cronici difficili da risolversi perché abbastanza radicati.

Il compito della politica è precisamente quello di affrontare le sfide del presente e di costruire le condizioni per la speranza e la fiducia nel futuro

L'idea di una democrazia compatta che sappia adoperarsi per migliorare seriamente le condizioni di un'Italia che stenta a ripartire sono le fondamenta del nascente Partito Democratico che vedrà i militanti della Margherita e dei DS accomunati da un progetto comune, ambizioso ma stimolante.

Il Partito Democratico sul piano storico rappresenta il traguardo di un percorso fatto di democrazia, conquiste, lotte, errori che ha visto dal dopoguerra a non molti anni fa contrapposti gli eredi della cultura democristiana e di quella comunista. Si realizza il completamento di un'idea per la quale Aldo Moro si battè strenuamente. Evitare che una parte sostanziale dell'elettorato italiano fosse condannata all'opposizione. Oggi, alla luce della nuova condizione italiana, mettere insieme i riformisti.

Il Partito Democratico non deve essere vissuto dalle altre forze politiche come un problema, dall'altro nè deve costituire un problema di divisione, ma di unione. Compito del PD non può essere quello di egemonizzare, ma di essere sintesi della grande Coalizione dell'Unione.

Ritengo che il Partito Democratico abbia due grandi compiti: la governabilità e la stabilità delle Istituzioni da un lato, la capacità di unire dall'altro. Non sono compiti secondari, ma esaltanti in un percorso di democrazia che tenga sempre al centro la persona.

La costruzione di un progetto ambizioso come il PD deve considerare la necessità di dare risposte ai problemi drammatici sopracitati come la disoccupazione, la precarietà del lavoro, la sicurezza, la persistente differenza nord-sud, la necessità di infrastrutture e di nuova tecnologia, la voglia di partecipazione che i cittadini esprimono.

Un Partito che dia voce anche a quanti non provengono dalla storia dei Democratici di Sinistra e della Margherita, ma che consideri la necessità che i Partiti non si costruiscono attraverso i gazebo ma le storie delle persone.

Un Partito che tenga attorno a sé, in un rapporto di libertà, le altre forze politiche del Centrosinistra non per calcolo ed opportunità numerica, ma perché la migliore politica italiana prescinde dall'idea di autoreferenzialità e di autosufficienza.

L'idea di una politica partecipata sembra talvolta difficile poiché la politica sembra spesso distante dalla cittadinanza. L'esperienza parlamentare mi ha addentrato nella tempistica lenta e farraginosa di ogni richiesta e valuto in prima persona i disagi che tale lentezza arreca ai cittadini.

Uno dei doveri che la politica deve avere è quello di ridurre il gap tra le due parti dell'Italia che, per quanto unica, in realtà è caratterizzata da una gestione a doppio binario. Esiste un enorme divario tra Nord e Sud ed è bene analizzarlo e approfondirlo da ogni punto di vista. Sembra che a parità di condizioni il Nord goda di una condizione privilegiata e il Sud lotti per cercare in tutti i modi di uniformarsi agli standard del Nord.

Se letto da un'ottica finalizzata alla crescita, tale anelito potrebbe essere di stimolo per il Sud ma in realtà uno sguardo più approfondito evidenzia come il Sud necessiti di più attenzione da parte delle Istituzioni.

La Finanziaria 2007 ha cercato di colmare in parte questo divario. Ha fornito più strumenti finanziari e strutturali ad una zona del Paese che vorrebbe crescere ma che senza una particolare sensibilità del Governo centrale non può spiccare il volo.

Se si pensa alla Sanità, che è uno dei settori più importanti, il Mezzogiorno sembra un “fanciullo” desideroso di crescere avendo come modello “l'adulto” Nord ma l'obsolescenza delle strutture e la carenza dei fondi economici sono significativi in questa lenta crescita.

Pertanto è stata presentata, da me e da altri Parlamentari, la proposta di legge n. 1232 “Interventi straordinari per la sanità del Mezzogiorno” che prevede una serie di interventi a favore della sanità del Mezzogiorno, notoriamente bisognosa di potenziamento strutturale e tecnologico.

La Proposta di legge prevede che il finanziamento del Piano Straordinario di interventi in favore del Mezzogiorno avvenga tramite l'istituzione di un Fondo ad hoc, le cui risorse sono stanziate sia dalla legge Finanziaria, sia con la possibilità di accesso a mutui che le Regioni interessate possono contrarre con la Banca Europea per gli investimenti.

Verrà istituita una Cabina di Regia che si occuperà del “monitoraggio continuo” dei progetti attraverso il controllo costante del loro iter di approvazione e realizzazione, nonchè la verifica dei risultati ottenuti. Inoltre, dall'Istituto Nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) saranno disposte ulteriori risorse finanziarie, fino al 40% dei fondi disponibili, da destinare all'acquisto o realizzazione di immobili finalizzati a strutture da locare al Servizio Sanitario Nazionale o a centri per la riabilitazione e la cura degli infortunati sul lavoro, anche questi spaventosamente tantissimi nel Mezzogiorno.

L'INAIL, come tutti i gestori di forme di previdenza e di assistenza sociale e come previsto dalla Legge 30 Aprile 1969, n. 153, ha l'obbligo di destinare una percentuale dei fondi disponibili per investimenti immobiliari nei settori della Sanità, della pubblica utilità e dell'edilizia universitaria, con una quota del 15% destinato alla sanità, come previsto dalla Legge 28 Dicembre 1995, n. 549.

L'approvazione, l'entrata in vigore e l'attuazione della legge conseguente a questo percorso legislativo, unitamente ad una realizzazione seria, rigorosa ed efficiente di quanto previsto, realizzerebbe il dettato costituzionale della uguaglianza tra cittadini.

I tentativi della Regione Puglia di far rientrare il disagio dei cittadini che solo perché del Sud hanno meno chance di realizzazione personale e professionale, ci sono ma richiedono una sensibilizzazione più estesa che coinvolga l'imprenditoria, i vari settori produttivi e che ovviamente possano creare occupazione.

La situazione del Mezzogiorno richiede impegno costante e continuativo sia per dare senso ai “semi” di innovatività, sia per consentire di vedere i frutti dell'impegno profuso in questi anni.

Aldo Moro nel 1942 diceva: “ Forse il destino dell'uomo non è di realizzare pienamente la giustizia, ma di avere perpetuamente della giustizia fame e sete. Ma è sempre un grande destino".

 

Presentazione del libro

"Aldo Moro: La verità negata"
III Edizione
di Gero Grassi

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Brochure "Aldo Moro: per ricordare"

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"Moro vive" a cura di Gero Grassi - Consiglio Regionale della Puglia
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"Aldo Moro e la Puglia – Atti del Convegno 24 settembre 2016"

di Gero Grassi

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Presentazione dello studio

Aldo Moro:
Il Partito Demo-
cratico vuole la
verità

Quarta edizione
Aprile 2017

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Rapimento ed omicidio di Aldo Moro

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Atti ufficiali dell'omicidio dei cinque uomini della scorta e del rapimento ed omicidio di Moro

02 Rassegna Stampa
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03 Documentazione
Atti diversi, lettere, documenti, lettere dei brigatisti

04 Galleria fotografica
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Dalla nascita alla morte

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