Governo Prodi: Un anno di lavoro in sanitą PDF Stampa
Scritto da Gero Grassi   
domenica, 17 giugno 2007

 E' passato un anno dall'insediamento del Governo Prodi ed il tempo consente di effettuare prime valutazioni e riflessioni.

Il tentativo di mantenere fede all'idea di far ripartire l'Italia e consentirle di raggiungere una velocità sostenuta, alla stregua di altri Paesi d'Europa, il Governo Prodi lo sta facendo risultando talvolta impopolare, altre volte più vicino alle esigenze imminenti dei cittadini.

I cambiamenti necessitano di tempo per ristabilire un nuovo equilibrio e per consentire a tutti di ridefinire la propria collocazione.

In questo anno come Responsabile Nazionale Sanità Margherita ho verificato in prima persona quanto le conseguenze deleterie del precedente Governo siano ancora presenti e quanto difficile sia attivare un processo di cambiamento che ammortizzi i danni passati.

La Sanità in Italia è su due livelli, quello superiore del Nord e quello inferiore del Sud. Questo gap continua a determinare due diversi standard di vita tra i cittadini italiani.

Per rallentare la velocità con cui questo divario si è esteso a tutti i settori dell'economia italiana è ormai Proposta di Legge in discussione “Interventi straordinari per la Sanità del Mezzogiorno” con il quale vengono stanziati fondi speciali per colmare il gap che l'obsolescenza delle strutture meridionali crea tra il Mezzogiorno e il Nord Italia.

Il Governo Prodi sta prestando molta attenzione al Settore Sanità promuovendo azioni volte alla tutela della salute, favorendo la collaborazione tra Stato e Regioni che con il Patto per la Salute ha indirizzato le azioni verso la ripresa di investimenti per la qualità dei servizi e per l'ammodernamento delle strutture sanitarie.

Innumerevoli sono le azioni previste da leggi entrate in vigore da poco tempo.

Si pensi alla Legge 296 del 2006 che ha istituito un Fondo di 65,5 milioni di euro, per il triennio 2007, 2008 e 2009, per il cofinanziamento dei progetti attuativi del Piano sanitario nazionale e promuove lo screening oncologico nelle Regioni meridionali ed insulari con una destinazione ad hoc di fondi per i prossimi due anni.

Per la ricerca sanitaria sono stati destinati fondi per progetti sperimentali per la sicurezza degli alimenti, per progetti di diagnosi e cura delle malattie rare, di utilizzazione di cellule staminali, di tutela della salute nei luoghi di lavoro e fondi per gli studi effettuati dall'Istituto Superiore di Sanità e dalla Lega Italiana per la lotta contro i tumori.

Attenzione particolare è stata data ai malati di AIDS con uno stanziamento di 500.000 euro annui per il funzionamento del Volontariato per la lotta all'AIDS.

Dal 31 Marzo 2007 è stata abolita la quota fissa di 10 euro sulle prestazioni sanitarie che incideva considerevolmente sul bilancio dei singoli cittadini, fruitori delle prestazioni sanitarie.

Una ulteriore proposta importante che il Governo ha fatto al Parlamento, attraverso un Disegno di legge, è la costituzione di Aziende integrate ospedaliero-universitarie che consentirebbe da un lato una gestione più fluida di strutture così grandi, dall'altro di incrementare il controllo e la gestione del rischio clinico.

Mai come in questi giorni, reduci dagli eventi di Castellaneta, il controllo e la gestione del rischio clinico diventano questioni di notevole importanza che garantiscano da un lato i pazienti che necessitano di cure mediche, dall'altro il personale sanitario che necessita di operare in strutture adeguate e con apparecchiature controllate e moderne.

Il Governo pienamente consapevole di dover sostenere Regioni Italiane più in difficoltà, ha chiesto al Parlamento di approvare un decreto- legge che autorizza lo Stato a concorrere al ripiano di disavanzi nella spesa sanitaria emersi in talune Regioni, stanziando anche una quota per il disavanzo pregresso degli anni 2001-2005.

I tentativi del Governo Prodi di creare delle fondamenta solide per la costruzione di un Italia unica non sono visibili in breve tempo, ma iniziano a correggere la rotta.

Come in una sana famiglia in cui si indirizzano i sacrifici in una comune direzione per poi condividerne i vantaggi, allo stesso modo quelli che oggi sembrano dei sacrifici senza orizzonte da parte dei cittadini italiani daranno i loro frutti nel tempo.

Noi stiamo lavorando perché quel tempo sia più vicino possibile.

 

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