CAMERA DEPUTATI - GRASSI: DICHIARAZIONE VOTO DI FIDUCIA LEGGE ELETTORALE PDF Stampa


DICHIARAZIONE VOTO
DI FIDUCIA
LEGGE ELETTORALE
CAMERA DEI DEPUTATI
1
Mercoledì 11 ottobre 2017
On. Gero Grassi

Onorevole Presidente,
Onorevoli Ministri e Sottosegretari,
Onorevoli colleghi,

nella mia riflessione e nella dichiarazione di voto, intendo partire da alcuni dati certi sui quali, credo, tutti dobbiamo essere d’accordo.
La legge elettorale è una necessità per migliorare il rapporto con i cittadini e dare al Paese uno strumento in grado di assicurare governabilità.
Non dobbiamo, né possiamo più sbagliare, dopo quanto successo nell’occasione in cui abbiamo tentato di approvare il cosiddetto ‘ sistema tedesco’.
Siamo indotti ad una nuova legge elettorale per via della sentenza della Corte Costituzionale che è intervenuta, è bene ricordarlo, su un impianto legislativo non votato dal Partito Democratico, ma da altre forze politiche.
Il Gruppo del Partito Democratico, all’unanimità, avrebbe voluto il cosiddetto ‘Mattarellum’, cioè i collegi uninominali.
Avremmo accettato anche una legge elettorale basata tutta sulla scelta degli eletti tramite le preferenze.
Il Gruppo del PD sa bene, però, che la legge elettorale non può e non deve essere a misura di un partito. Deve, invece, avere larga convergenza tra le forze politiche.
Abbiamo tentato, quindi, di avere il massimo di convergenza, parlando e confrontandoci con tutti i Gruppi parlamentari, sulla base di un principio democratico: nessuno può arroccarsi se vuole raggiungere l’obiettivo.
Alcuni Gruppi si sono arroccati all’insegna di un individualismo che nuoce alla democrazia.
Abbiamo registrato l’intesa possibile, ci spiace non aver raggiunto l’unanimità.
Qualcuno dei presenti può immaginare che io ed il PD abbiamo la stessa visione sociale, economica, culturale della Lega Nord o di Forza Italia?
Qualcuno può sostenere che io e l’onorevole Brunetta la pensiamo allo stesso modo sullo Ius soli, che io vorrei approvare, o sulla centralità della persona?
Qualcuno può ipotizzare che io e l’onorevole Giorgetti abbiamo la stessa idea dello Stato, del regionalismo o del Mezzogiorno?
Se qualcuno pensasse questo ci sarebbe seriamente da preoccuparsi per la instabilità mentale dei protagonisti.
Abbiamo trovato, invece, una intesa sulla legge elettorale ed è giusto che sia così.
Ci sono aspetti della vita politica e sociale sui quali non ci si può e non ci si deve dividere. La organizzazione dello Stato deve unire tutti.
Spiace constatare, invece, che alcuni Gruppi Parlamentari soffrano di crisi di democrazia e convivenza.
Nessuno ha il diritto di dire: o così, oppure è golpe.
La legge elettorale in discussione è una mediazione di posizioni diverse, spesso antitetiche.
I protagonisti dell’accordo hanno rinunciato ad alcuni desiderata per raggiungere l’intesa.
Non è la mia legge elettorale, né quella del Partito Democratico. È la legge elettorale di Gruppi diversi che trovano sintesi. Questi Gruppi sono i due terzi del Parlamento e vanno al di là della maggioranza che sostiene il Governo del Presidente Paolo Gentiloni.
La legge elettorale non si approva con un click tra pochi intimi, via internet.
Si approva qui e al Senato. L’approvano i rappresentanti del popolo eletti e legittimati, non un web indistinto, indefinito e spesso addomesticato o peggio truccato.
Noi ci assumiamo la responsabilità di dare una migliore legge elettorale al Paese e non ci facciamo intimidire da una piazza spesso facinorosa ed indignata dall’essere destinata a rimanere solo minoranza destruens.
Non lo facciamo con l’arroganza di chi pensa di stare sempre dalla parte del giusto.
Abbiamo contezza dei limiti della stessa legge, ma abbiamo anche l’orgoglio di poter dire: Ci abbiamo provato ed abbiamo offerto reali miglioramenti alla legge precedente che è frutto di intervento correttivo della Corte.
Se qualcuno pensasse di andare alle urne con il cosiddetto ‘Consultellum’ sarebbe veramente grave, perché si assumerebbe l’onere di creare le condizioni di un Paese ingovernabile.
Non c’è da gioire, ma realisticamente da essere contenti del sostanziale passo avanti, voluto e ricercato.
Sottovoce.
Ci spiace constatare ed ascoltare certe parole dure ed ingiuste: attentato alla democrazia, dittatura di pochi, legge ad personam, legge ad excludendum.
Non è vero.
Siamo noi che dovremmo indignarci rispetto a chi, sottraendosi al confronto e al dovere della responsabilità, preferisce agitare e profferire parole piene di populismo e demagogia.
Questa legge agevola le coalizioni? Si, è vero. In un sistema politico frammentato, è un reato favorire coalizioni che poi governino? No. E’ un merito.
Noi siamo orgogliosi di assumerci questa responsabilità.
E’ colpa nostra se certe forze politiche riescono a dividersi in più pezzi e a non andare d’accordo nemmeno di fronte allo specchio, litigando spesso con se stessi?
È colpa nostra se una forza politica pensa di poter governare da sola e non fa accordi con nessuno?
Anzi, mi correggo. In una occasione ha fatto un accordo, penso al tentativo scorso di approvazione della legge elettorale cosiddetta ‘tedesca’, salvo poi, furbescamente raggirarlo?
Non è certo colpa nostra.
Qualcuno grida al complotto per il voto di fiducia chiesto dal Governo che si assume la responsabilità di operare affinchè la legge venga approvata, nell’interesse del Paese.
Tutti avremmo fatto a meno del voto di fiducia, sono certo anche il Governo.
Ma qualcuno pensa furbescamente di affossare la legge elettorale con 120 voti segreti?
È democrazia questa? No, assolutamente.
Giochiamo a carte scoperte, a viso scoperto. Dinanzi al Paese.
Noi vogliamo approvare la nuova legge e lo facciamo con gli strumenti che la legge ci consente, assumendoci di fronte al Paese tutte le responsabilità.
Siamo indotti al voto di fiducia da un atteggiamento di arroccamento e di isolazionismo da parte di forze che fondano sul veto la loro prospettiva politica.
A noi interessa la politica del fare e del costruire, non quella del distruggere o dell’impedire di fare.
Ricordo a tutti che la legge elettorale è uno strumento.
Noi l’approveremo, ma a noi interessa soprattutto la buona politica: quella che migliora le condizioni di vita dei cittadini.
La politica che esalta la qualità della vita delle persone, quella che integra, non quella che divide; la politica che crea occupazione, futuro, speranza, vita.
A noi interessa la politica che allarga la democrazia, che crea prospettiva.
Noi vogliamo una politica che gridi meno, che parli meno, che litighi meno, ma che operi meglio e di più per le persone.
Per tutte queste ragioni, a nome del gruppo del Partito Democratico, ci assumiamo, con coraggio ed orgoglio, la responsabilità di votare favorevolmente il testo della nuova legge elettorale.

 

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Alcuni libri su Aldo Moro curati da Gero Grassi

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Vetrina su Aldo Moro: Scritti Evidenziati

IL GIORNO: 6 gennaio 1978
ARTICOLO NON PUBBLICATO TROVATO NELL’AUTO DI MORO:
Giudizi americani sulla politica italiana di Aldo Moro

SERVIZI SEGRETI ITALIA: 18 febbraio 1978
‘Beirut. Operazione terrorista programmata. Telegramma segreto’
Colonnello Stefano Giovannone (Fonte 2000)

LA REPUBBLICA: 10 maggio 1978
‘Undici colpi al cuore’ di Miriam Mafai

IL MANIFESTO: 10 maggio 1978
‘Ora è accaduto’ di Luigi Pintor

LOTTA CONTINUA: 22 giugno 1978
‘Un assassino al Quirinale?’

IL CORRIERE DELLA SERA: 9 maggio 1979
‘Delitto di abbandono’ di Carlo Bo

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO: 9 maggio 1980
‘La figlia ricorda’ di Maria Fida Moro

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO: 22 novembre 1980
‘Ecco il tesoro di mio padre’ di Maria Fida Moro

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO: 3 febbraio 1981
‘Difendiamo la figlia di un condannato a morte’ di Giuseppe Giacovazzo

LEONARDO ON. SCIASCIA: 3 febbraio 1982
‘Lettera dopo liberazione Generale USA Dozier’

 

FAMIGLIA CRISTIANA: 14 marzo 1982
‘Quel giorno in via Fani per me finì il mondo’ di Maria Fida Moro
‘Quegli anni di piombo e di sangue’ di Franca Zambonini
‘Un terribile fantasma per il Paese’ di Leonardo Sciascia

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO: 28 aprile 1982
‘La penna, la tessera e la testa’ di Giuseppe Giacovazzo

LEONARDO ON. SCIASCIA: 22 giugno 1982
‘Riflessioni sulla I Commissione Moro’

FRANCO BONISOLI (Brigate Rosse): 16 marzo 1985
‘Intervista a cura di Salvatore Bussu’

ALBERTO FRANCESCHINI (Brigate Rosse): 22 agosto 1986
‘Lettera di pentimento’ a Maria Fida Moro

ELEONORA CHIAVARELLI MORO: 9 gennaio 2006
‘Testamento con lettera ai figli’

LA STAMPA: 16 gennaio 2006
‘Dalla Chiesa cancellato dalla lista P2’ di Francesco Cossiga

PANORAMA: 21 marzo 2012
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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO: 31 ottobre 2014
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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO: 18 aprile 2015
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GERO ON. GRASSI: 15 settembre 2015
‘Appunti su materiale Fondazione Spadolini di Firenze’

MARTIN ON. SCHULZ: 24 febbraio 2016
‘Intervento all’Unione Europea per intitolazione Sala Aldo Moro’