E’ morta la vedova di Moro. Dopo 32 anni si ricongiunge al marito PDF Stampa
Nota dell’on. Gero Grassi – Vicepresidente Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati
 
E’ morta la vedova di Aldo Moro, la signora Eleonora Chiavarelli. Aveva quasi 95 anni.
La sua vita non è stata facile, intrisa di un dolore profondo, che ha vissuto con grande dignità ed estrema riservatezza.
Anche per questo, forse, la notizia della sua morte, è stata quasi sussurrata dai media, per rispettare quella scelta di vita, maturata all’indomani della tragica morte del marito.  
A molte donne capita la disgrazia di perdere il marito, prematuramente. A lei soltanto è capitato di vivere la perdita del proprio amato, in modo così lacerante. Con quegli interrogativi che ritornano persistenti nella mente, giorno e notte: potevamo fare qualcosa per salvarlo? Abbiamo, forse, sottovalutato la situazione? Abbiamo scelto noi di non salvarlo?
E’ una tragedia umana che consuma il cuore e la mente, che accompagna giorno dopo giorno i propri pensieri, non lascando spazio a nulla, se non al senso di rimorso per qualcosa che si sarebbe potuta fare e non si è fatta.
E’ una tragedia umana che stringe il cuore come una morsa e porta a non comprendere il mondo che ci circonda. Non si comprende più dov’è il limite tra il bene ed il male, tra gli amici ed i nemici.
La Signora Eleonora Chiavarelli non ha vissuto una vita facile. Ha dovuto fare i conti con un destino amaro e crudele, che l’ha tenuta col fiato sospeso per 55 giorni, per poi darle la tragica notizia che la solitudine sarebbe stata la sua compagna di vita.
Le trattative lasciano immaginare che prima o poi la ragionevolezza emergerà, sull’uno o sull’altro fronte ed invece quando sembra intravedersi la via d’uscita, la “linea della fermezza” rovina tutto ed arriva la barbara esecuzione.
Nessuno può cancellare dalla mente un avvenimento così doloroso come il rapimento Moro, tantomeno la moglie.
Lei bussò a tutte le porte, voleva salvare il marito, ma il Governo in nome della ragion di Stato decise la “linea della fermezza”.
La signora Chiavarelli avrebbe voluto salvare il padre ai suoi figli, ma non ci è riuscita ed è vissuta con questa amarezza nel cuore.  
Quando il 9 maggio del 1978, dopo 55 giorni di prigionia, Aldo Moro fu trovato morto in via Caetani, la signora Chiavarelli iniziò una dura protesta contro i sostenitori della "linea della fermezza" nelle trattative con i terroristi,  in particolare con il Segretario Dc Benigno Zaccagnini, l'allora Presidente del Consiglio Giulio Andreotti e il Ministro dell'Interno Francesco Cossiga.
La sua protesta proseguì con la decisione di non partecipare ai funerali di Stato del marito.
Una decisione che portò tutto il mondo a riflettere su come affettivamente era stata gestita la vicenda del sequestro Moro.
Oggi la Signora Eleonora Chiavarelli ha messo fine a tutte le sue sofferenze.
I funerali si svolgeranno a Torrita Tiberina (Roma), il paese dove è sepolto il Presidente della Democrazia Cristiana che tanto ha dato alla Puglia e che ancora  moltissimo avrebbe potuto  dare al Mezzogiorno d’Italia, se la storia avesse scritto un altro finale.
La Signora Eleonora Chiavarelli sarà sepolta accanto al marito. Finalmente dopo 32 anni lei e Aldo Moro saranno nuovamente l’uno al fianco dell’altra.
 
 

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02 Rassegna Stampa
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Vetrina su Aldo Moro: Scritti Evidenziati

IL GIORNO: 6 gennaio 1978
ARTICOLO NON PUBBLICATO TROVATO NELL’AUTO DI MORO:
Giudizi americani sulla politica italiana di Aldo Moro

SERVIZI SEGRETI ITALIA: 18 febbraio 1978
‘Beirut. Operazione terrorista programmata. Telegramma segreto’
Colonnello Stefano Giovannone (Fonte 2000)

LA REPUBBLICA: 10 maggio 1978
‘Undici colpi al cuore’ di Miriam Mafai

IL MANIFESTO: 10 maggio 1978
‘Ora è accaduto’ di Luigi Pintor

LOTTA CONTINUA: 22 giugno 1978
‘Un assassino al Quirinale?’

IL CORRIERE DELLA SERA: 9 maggio 1979
‘Delitto di abbandono’ di Carlo Bo

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO: 9 maggio 1980
‘La figlia ricorda’ di Maria Fida Moro

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO: 22 novembre 1980
‘Ecco il tesoro di mio padre’ di Maria Fida Moro

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO: 3 febbraio 1981
‘Difendiamo la figlia di un condannato a morte’ di Giuseppe Giacovazzo

LEONARDO ON. SCIASCIA: 3 febbraio 1982
‘Lettera dopo liberazione Generale USA Dozier’

 

FAMIGLIA CRISTIANA: 14 marzo 1982
‘Quel giorno in via Fani per me finì il mondo’ di Maria Fida Moro
‘Quegli anni di piombo e di sangue’ di Franca Zambonini
‘Un terribile fantasma per il Paese’ di Leonardo Sciascia

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO: 28 aprile 1982
‘La penna, la tessera e la testa’ di Giuseppe Giacovazzo

LEONARDO ON. SCIASCIA: 22 giugno 1982
‘Riflessioni sulla I Commissione Moro’

FRANCO BONISOLI (Brigate Rosse): 16 marzo 1985
‘Intervista a cura di Salvatore Bussu’

ALBERTO FRANCESCHINI (Brigate Rosse): 22 agosto 1986
‘Lettera di pentimento’ a Maria Fida Moro

ELEONORA CHIAVARELLI MORO: 9 gennaio 2006
‘Testamento con lettera ai figli’

LA STAMPA: 16 gennaio 2006
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PANORAMA: 21 marzo 2012
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GERO ON. GRASSI: 15 settembre 2015
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