Comunicati Stampa


MISURE PER LA PREVENZIONE DELLA RADICALIZZAZIONE E DELL'ESTREMISMO VIOLENTO DI MATRICE JIHADISTA PDF Stampa
sabato, 22 luglio 2017

 La Camera ha approvato il 18 luglio, in prima lettura, la proposta di legge “Misure per la prevenzione della radicalizzazione e dell'estremismo violento di matrice jihadista”, (primi firmatari Stefano Dambruoso e Andrea Manciulli). Hanno votato a favore i partiti della maggioranza. Contro i gruppi del centrodestra e il Movimento 5 Stelle. Il testo, di cui è stata relatrice Barbara Pollastrini, è stato profondamente modificato durante l’esame in Commissione Affari costituzionali e successivamente nel dibattito e nei voti dell’Aula. La proposta introduce nel nostro ordinamento misure e strumenti per rafforzare il contrasto e la prevenzione dei processi di radicalizzazione.  Il provvedimento, che fa propri suggerimenti di studiosi, esperti, operatori pubblici, associazioni e comunità religiose, è stato ispirato dalla consapevolezza che unitamente all’indispensabile strategia fondata su repressione e lavoro d’intelligence fosse necessaria la costruzione di una vera e propria contro-narrazione, anche attraverso il dialogo interreligioso, la conoscenza e la formazione, la condivisione dei principi costituzionali. E con una attenzione particolare al rispetto e alla libertà delle donne. La norma affianca misure già adottate nel 20151 a seguito degli attentati compiuti in Europa e in coerenza con la risoluzione n. 2178 del 2014 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Esso dunque si inquadra nel contesto di indirizzi consolidati in sede internazionale e sovranazionale, a partire dalla risoluzione approvata dal Parlamento Europeo nel novembre 2015...
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LA REPUBBLICA - I brigatisti annunciano il loro programma per le carceri speciali - 4 maggio 1978 PDF Stampa
sabato, 22 luglio 2017


 
Terlizzi: 29 Luglio 2017 - Inaugurazione della mostra di Antonio Volpe PDF Stampa
venerdì, 21 luglio 2017

 

 
LO CHIAMANO BONUS MA E’ PER SEMPRE PDF Stampa
venerdì, 21 luglio 2017

LA GIUSTIZIA SOCIALE AIUTA LA CRESCITA
Lo chiamano Bonus, ma sono 960 euro l’anno a testa, per sempre, un sostegno concreto ai redditi medio-bassi. Dal maggio del 2014, chi guadagna meno di 1500 euro netti al mese ha in busta paga 80 euro in più al mese. E’ un “bonus” ma non è “una tantum”, perché è un’entrata stabile e importante per molte famiglie italiane.
OLTRE 11 MILIONI DI BENEFICIARI
Le persone che hanno diritto a questa misura sono 11,2 milioni, un italiano su cinque. È la più grande operazione di redistribuzione salariale mai fatta in Italia, resa strutturale con la legge di stabilità del 2015. Inoltre, con la legge di stabilità 2016 ne abbiamo prevista l’estensione a chi presta servizio nelle forze armate e dell’ordine e nei Vigili del fuoco. In concreto il provvedimento si è tradotto in un aumento del potere d’acquisto della fascia di reddito medio-bassa della popolazione. Una scelta di giustizia sociale che ha avuto effetti importanti anche sulla crescita dell’economia.
EFFETTI SULLA CRESCITA
Bankitalia ha calcolato che questo provvedimento ha determinato un deciso incremento dei consumi. Considerata la necessità delle famiglie con redditi più bassi di spendere le entrate aggiuntive, i dati dimostrano che il 90% del bonus è stato speso in consumi. La misura ha quindi dato una sensibile spinta per accelerare e poi consolidare, alimentando la domanda, la ripresa economica del Paese.
Per leggere il testo clicca sul link
deputatipd.it/fatti-concreti/bonus-ottantaeuro/

 
OMICIDIO STRADALE - MAI PIU' PIRATI DELLA STRADA IMPUNITI PDF Stampa
giovedì, 20 luglio 2017

 A 15 mesi dall’entrata in vigore della legge ci sono stati 25 arresti per omicidio stradale in flagranza e 410 denunciati. E dopo la legge, i controlli. Imponente è stata la campagna straordinaria di verifica sulle condizioni psicofisiche di chi guida: 38.936 conducenti controllati con “precursori alcoltest” e 2.753 sottoposti anche a verifiche sulla presenza di droghe. Un altro impegno mantenuto. Con le nuova legge l’omicidio stradale è divenuto un reato a sé, graduato su tre varianti. Resta la pena già prevista oggi (da 2 a 7 anni) nell’ipotesi base, quando cioè la morte sia causata violando il codice della strada. Ma le pene previste salgono sensibilmente negli altri casi: chi uccide guidando ubriaco (tasso tra 0,8 e a 1,5 grammi per litro) e commettendo gravi imprudenze rischia da 5 a 10 anni di carcere mentre ancor più gravi sono le pene (reclusione da 8 a 12 anni) previste in stato di ebbrezza grave o sotto l’effetto di droghe. La pena può però aumentare fino a 18 anni di carcere se a morire sono più persone, e sono state previste conseguenze pesantissime per chi si dà alla fuga o per chi guida senza patente o senza assicurazione. Rimane l’allarme sociale di fronte alle troppe vite spezzate e auto fuggite. Macchine che, nelle mani sbagliate, diventano armi. Oltre all’educazione, anche norme precise e pene certe servono a fare buoni cittadini.
Per leggere il testo clicca sul link
deputatipd.it/fatti-concreti/legge-omicidiostradale/provvedimento.pdf

 
 
 
POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - Interrogazione a risposta in Commissione PDF Stampa
mercoledì, 19 luglio 2017

MONGIELLO, GINEFRA e GRASSI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione. — Per sapere – premesso che:
il Crea, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, è l'ente di ricerca e di sperimentazione operante per il settore del primario agricolo;
da informazioni fornite dal Consiglio dopo una ricognizione effettuata sul proprio precariato, al netto degli interinali e degli operai agricoli, risulterebbero attualmente in servizio presso i suoi centri, 521 precari, di cui 167 in servizio con contratto a tempo determinato con più di 3 anni di contratto a tempo determinato negli ultimi 8, 176 in servizio con contratto a tempo determinato, con più di 3 anni di contratti a vario titolo negli ultimi 8, 47 in servizio con contratti vari (non a tempo determinato), con più di tre anni negli ultimi 8 (per contratti vari si intende contratti di collaborazione coordinata e continuativa, assegni, e altro), 131 unità che, ad oggi, non hanno ancora raggiunto i 3 anni di servizio;
per far fronte ai precari da stabilizzare secondo il Crea necessiterebbero circa 30 milioni di euro. In base alle disposizioni del decreto legislativo n. 218 del 2016, il Crea potrebbe destinare fino a 12 milioni di euro nel triennio 2018/2020, pertanto, per stabilizzare i predetti precari, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, dovrebbe stanziare il restante importo, di circa 20 milioni di euro...

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ART BONUS - L'ITALIA RIPARTE DA CULTURA E TURISMO PDF Stampa
mercoledì, 19 luglio 2017
SCOMMETTERE SULLA CULTURA
La bellezza delle nostre città, dei paesaggi, il patrimonio culturale ed artistico sono la vera ricchezza dell’Italia. Così unico al mondo, può contare su 53 siti UNESCO e migliaia tra musei, parchi archeologici, chiese, borghi. Una miniera d’oro da tutelare, valorizzare e vivere, ed anche una risorsa che ci consente e potrebbe contribuire ancora di più a sviluppare la nostra economia, in particolare quella dell’accoglienza turistica. Ci abbiamo messo un impegno straordinario, molte risorse e tanti provvedimenti, come quello che presentiamo
oggi.
L’ART BONUS E I BENEFICI FISCALI 
Introdotto un regime fiscale agevolato sotto forma di credito d’imposta in favore di chi effettua erogazioni in denaro per interventi di manutenzione e restauro, o di realizzazione di nuove strutture. Benefici fiscali anche per la produzione cinematografica e audiovisiva per attrarre investimenti esteri. Misure di risanamento per fondazioni lirico-sinfoniche in particolare su esuberi, statuti, trattamenti economici e fondi. In tre anni (2014/2017) sono 4.250 i mecenati che hanno donato quasi 158 milioni di euro per 1.150 interventi (dati Mibact).
 
Edilizia: Istat, residenziale riparte. Al top da 10 anni PDF Stampa
martedì, 18 luglio 2017


(ANSA) - ROMA, 17 LUG - Qualcosa torna muoversi nella drammatica crisi dell'edilizia: nel secondo semestre del 2016 il numero di nuove abitazioni è cresciuto del +10,6% rispetto allo stesso periodo del 2015. E' quanto risulta dai dati dell'Istat.
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www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/07/17/edilizia-istat-residenziale-riparte_d3029d46-6f72-45ba-95d3-3ff426253d98.html

 
ADNKRONOS - Asilo nido, al via bonus 1000 euro PDF Stampa
lunedì, 17 luglio 2017


L' Inps ricorda che a partire dalle 10 di lunedì 17 luglio sarà attivo il servizio online per richiedere l'agevolazione. Il contributo, che consiste in un buono annuo di mille euro corrisposto in 11 mensilità, può essere richiesto "per far fronte a due distinte situazioni": al pagamento di rette relative alla frequenza in asili nido pubblici e privati per bambini nati o adottati/affidati dal 1° gennaio 2016 ( il bonus asilo nido) e al pagamento dell'assistenza domiciliare per bambini al di sotto dei tre anni di età, impossibilitati a frequentare gli asili nido in quanto affetti da gravi patologie croniche (contributo per introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione).
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www.adnkronos.com/soldi/economia/2017/07/11/asilo-nido-lunedi-via-bonus-euro_sCSoovMZ7Bhr2KeYE6lmOL.html

 

 
CORRIERE DELLA SERA - ISTAT: poveri triplicati in 11 anni PDF Stampa
domenica, 16 luglio 2017


Resta alta la povertà in Italia, con un leggero aumento rispetto al 2015, che diventa spiccato nelle famiglie numerose. Secondo l’Istat, nel 2016 le famiglie in condizioni di povertà assoluta erano un milione 619mila, per un totale di 4 milioni 742mila persone, 144 mila in più del 2015. In rapporto al numero di famiglie (25,7 milioni) e di residenti in Italia (60 milioni), l’incidenza della povertà assoluta è stata pari al 6,3% delle famiglie (contro il 6,1% del 2015) e al 7,9% degli individui (7,6% nel 2015). L’Istat classifica come poveri assoluti le persone non in grado di acquistare un paniere di beni e servizi «essenziale a uno standard di vita minimamente accettabile» che varia in base alla dimensione della famiglia, all’età e al comune. La differenza maggiore con il 2015 si osserva nelle famiglie con tre o più figli minori. Qui il tasso di povertà assoluta è stato nel 2016 del 26,8% contro il 18,3% dell’anno precedente. In aumento anche la povertà nel Centro Italia, in particolare nei comuni medio-piccoli (fino a 50mila abitanti). Si conferma la relazione inversa tra poveri assoluti ed età: la percentuale di indigenti scende infatti al crescere delle fasce d’età osservate. Il minimo tocca i nuclei col capofamiglia ultra sessantaquattrenne (3,9%), il massimo le famiglie con la persona di riferimento sotto i 35 anni (10,4%). Il lavoro conta molto. Nelle famiglie operaie la povertà assoluta è doppia (12,6%) della media, mentre tra quelle di quadri e impiegati il tasso scende all’1,5%. Risalendo indietro nel tempo, rispetto al 2005, a colpire è il peggioramento dell’incidenza della povertà assoluta tra i minori, dal 3,9% al 12,5% e tra i giovani, anch’essa triplicata (dal 10,% al 3,1%)...
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www.corriere.it/cronache/17_luglio_13/poveri-triplicati-11-anni-giovani-minori-piu-penalizzati-2005-ed20ecb8-67fb-11e7-b139-307c48369751.shtml

 
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